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Supernova

Il laboratorio gratuito Supernova, realizzato da Teatro Nucleo con il contributo del Comune di Ferrara e della Regione Emilia Romagna in collaborazione con il Centro Servizi Volontariato “Terre Estensi” nell’ambito del Piano per la Salute e il Benessere Sociale del Distretto Centro Nord, che connette in un percorso unitario discipline diverse scelte dai ragazzi stessi durante i percorsi partecipativi del Community Lab, è iniziato il 25 gennaio 2020 con l’obiettivo di riscoprire lo spazio pubblico attraverso l’immaginazione e il lavoro creativo, riducendo isolamento e dispersione giovanili.

La particolarità del Progetto consiste nel valorizzare le competenze dei più giovani non solo per renderli consapevoli delle proprie capacità ma anche per stimolare la loro presenza all’interno del quartiere, rapportandosi anche con situazioni presenti nel mondo degli adulti e degli anziani.

Dopo i mutamenti del contesto generale a seguito del COVID-19, Supernova si è trasformato in uno spazio in cui i ragazzi e le ragazze possono fronteggiare in modo non convenzionale il momento che stanno attraversando, con la guida degli operatori del Teatro Nucleo, del rapper Moder, del collettivo di writer Vida Krei e dello staff di Web Radio Giardino: paure, timori, aspettative, speranze sono messe in comune e affrontate utilizzando i linguaggi dell’arte e della creatività.

Gli appuntamenti settimanali del sabato pomeriggio sono stati tutti confermati ma – finchè non sarà possibile incontrarsi di persona – sono stati trasferiti su piattaforme virtuali, chat e gruppi di discussione: attraverso queste, i professionisti coinvolti veicolano i loro messaggi in forma di video, audio, testi e immagini, a cui i ragazzi rispondono dopo averne elaborato le suggestioni.

 

La difficoltà di incontrarsi ha comportato anche una trasformazione dell’esito del percorso: l’obiettivo ora è dare vita a un prodotto audiovisivo che sarà condiviso in un evento virtuale. L’evento pubblico in Piazza e la realizzazione dei murales su pannelli da donare ai Quartieri di Pontelagoscuro e Barco non sono cancellati, ma solamente rimandati a quando sarà nuovamente possibile incontrarsi.

La prosecuzione e l'evoluzione del laboratorio Supernova racconta ancora una volta come l’arte e la cultura siano strumenti indispensabili per la comunità, in questo caso per i più giovani, per creare connessioni, uscire dall’isolamento e offrire strumenti per interpretare la realtà in senso costruttivo. Per elaborare assieme un futuro nuovo.

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Attore Sciamano

Attore Sciamano. Scuola di formazione per operatori teatrali nel sociale.
Direzione: Cora Herrendorf e Horacio Czertok
Triennio 2020/2022
Attore-Sciamano-2020_Brochure.pdf (25 downloads)

Teatro Nucleo, fondato nel 1974 a Buenos Aires (Argentina) da Cora Herrendorf e Horacio Czertok
con il primo nome di Comuna Nucleo e stabilitosi definitivamente a Ferrara nel 1978, è oggi una realtà
composita dove diverse progettualità artistiche operano sul territorio cittadino, nazionale e internazionale, una cooperativa teatrale dove i fondatori e le nuove generazioni di attori e registi operano in sinergia con altre realtà associative e istituzionali.

Teatro Nucleo vede il teatro come strumento di trasformazione sia per lo spettatore che per l’attore.
Focalizza la sua attenzione sulla relazione che si crea tra questi curandone gli aspetti più intimi.
È questa un’ottica trasversale che permea il suo agire: nelle produzioni, nella formazione, nella direzione artistica.

Non vede un pubblico preferenziale, identifica nell’essere umano di qualsiasi genere, etnia, età, classe sociale un possibile interlocutore. Da un imperativo di giustizia elementare e dall’idea che proprio in costoro è possibile trovare nuova linfa e nuovo senso all’arte, è spinto a rivolgere grande attenzione a tutti gli esclusi dalla fruizione e produzione artistica. Su questa rotta orienta la sua costante ricerca di un
linguaggio quanto più universale orientato dal motto: ora e qui!

Il Teatro Nucleo proviene dalla tradizione che comincia con Stanislavskij, Mejerchol’d, Vachtangov e Strasberg sullo studio dell’emotività, della “verità”, della fisicità dell’attore e del personaggio nutrendosi anche delle ricerche sullo studio dello psicodramma teorizzato da Moreno e approfondito a partire dagli anni ‘60 in Latinoamerica da molteplici studiosi . Riceve con gli insegnamenti di Artaud, Grotowsky, il Living Theatre e l’Odin Teatret nuovi orizzonti.

Teatro Nucleo sviluppa così, in oltre 40 anni, un Metodo (codificato all’interno di un percorso formativo
permanente) che oggi propone come opportunità di sviluppo professionale per attori e registi/drammaturghi, ma anche per operatori sociali, educatori, insegnanti e tutti coloro i quali credono nell’importanza del teatro come strumento pedagogico.
L’attenzione e lo studio delle implicazioni terapeutiche connaturate alla pedagogia dell’attore del ventesimo secolo hanno portato il Teatro Nucleo verso nuove metodologie pedagogiche sperimentando questo modello di pratica teatrale in svariati contesti, dalle prime esperienze nel 1977 nell’Ospedale Psichiatrico di Ferrara al progetto “EXODUS”, al lavoro che compie nella Casa Circondariale di Ferrara (dal 2005) e in altri contesti in cui il teatro si pone come strumento di trasformazione e inclusione sociale.
Teatro Nucleo porta con forza la visione che il teatro sia una attività culturale globale e un bisogno originario dell’uomo. Osservare l’altro, osservare se stessi, vedere nell’essere visti non solo è costituitivo della situazione teatrale bensì determina ogni tipo di relazione umana.
Con la scuola per operatori teatrali proponiamo un percorso che approfondisce la funzione sociale del
teatro. Il teatro come metodo per estendere l’esperienza artistica a contesti non istituzionalmente dedicati alla fruizione e alla produzione artistica.
La scuola ha una durata di 3 anni, ogni anno prevede 6 percorsi tematici a cadenza mensile.
I percorsi saranno presentati all’inizio dell’anno. Alla fine del sesto percorso di ogni anno sarà rilasciato
un attestato di partecipazione.

Clicca per consultare il programma e il calendario dei percorsi 2020 aggiornato

Informazioni
La scuola è triennale.
Ogni anno prevede 6 workshop intensivi a cadenza mensile. Il primo anno inizierà a gennaio e terminerà nel mese di giugno 2020. 

Sede
Teatro Julio Cortàzar
Via Ricostruzione 40, Pontelagoscuro. Ferrara

Per informazioni: teatronucleo@gmail.com

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Esercizi di libertà

Esercizi di libertà è la forma che il laboratorio di teatro-carcere condotto da Teatro Nucleo all’interno della Casa Circondariale G. Satta di Ferrara ha preso durante l’emergenza Covid-19. A seguito dell’impossibilità di accedere alla struttura detentiva, Horacio Czertok e Marco Luciano continuano a portare avanti riflessioni e condivisioni con i detenuti-attori in forma di corrispondenza, con uno scambio di lettere affidate alle educatrici e agli educatori, proseguendo così la pratica del teatro che è attiva nel carcere di Ferrara dal 2005 e che dal 2018 si sviluppa attorno alla produzione dello spettacolo Album di Famiglia.

 

Nella Casa Circondariale di Ferrara un gruppo di detenuti, che si modifica con il trascorrere del tempo, ha infatti inserito il teatro come parte della propria vita attraverso un percorso laboratoriale condotto da Teatro Nucleo. Nel laboratorio ogni incontro è un’esperienza in sé, che si inizia e si conclude ma, quando dall’accumulo di questa esperienza matura l’esigenza di uno spettacolo, gli incontri laboratoriali si trasformano in prove. È proprio attraverso gli spettacoli che la società può incontrare i detenuti aprendo un dialogo che va oltre la pena, lo stigma e i pregiudizi.

 

Il gruppo di lavoro oggi attivo, composto da 26 detenuti-attori tra i 21 e i 67 anni, si è formato in due anni di lavoro intenso e determinato intorno allo spettacolo Album di Famiglia: attraverso la figura di Amleto nelle varie riscritture del ‘900, da Heiner Muller a Laforgue, i detenuti hanno rielaborato le loro biografie con uno studio quasi antropologico sulla colpa, il lutto, l’eredità e il conflitto generazionale intorno al tema “padri e figli”, comune a tutte le Compagnie che fanno parte del Coordinamento Regionale Teatro-Carcere della Regione Emilia Romagna, di cui Teatro Nucleo è fondatore.

 

Album di Famiglia, presentato in forma di studio all’interno del festival di Internazionale a Ferrara e in diverse occasioni di incontro con gli studenti delle scuole superiori e dell’Università, sarebbe dovuto essere presentato nel mese di aprile al Teatro Comunale di Ferrara, dove già Teatro Nucleo ha messo in scena con la Compagnia di detenuti-attori Ascesa e caduta degli UBU (2018), Me che libero nacqui al carcer danno (2016), Cantiere Woyzeck (2012) – insignito anche della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Schegge-da Totò a Beckett (2006).

 

L’emergenza Covid-19 ha invece fermato completamente le attività e qualunque ingresso esterno nelle carceri di tutta Italia, compresa la Casa Circondariale della città estense. A questo, Teatro Nucleo ha risposto ricercando e mettendo in campo una modalità alternativa per portare avanti il laboratorio, le relazioni, le riflessioni e l’ha individuata, in accordo con la Direzione della Casa Circondariale, nella forma della corrispondenza epistolare. 

Attraverso lettere, Horacio Czertok e Marco Luciano propongono “esercizi di libertà” al gruppo di lavoro, costituitosi nel tempo tramite il passaparola tra i detenuti, che si sono fatti personalmente garanti della serietà e dell’impegno delle persone a cui proponevano di entrare a far parte del laboratorio di teatro in carcere.

Input a cui i detenuti-attori possono rispondere in forme diverse, con poesie, racconti, disegni, canzoni, che continueranno ad alimentare lo sviluppo dello spettacolo Album di Famiglia.