5 Gennaio 2018 – CINEMA TEATRO di Massa Carrara(MS)

Chenditrì-L’albero delle caramelle
[Atto unico per ragazzi dai 6 ai 13 anni]

Progetto Obsoleta/Teatro per l’ambiente
Regia: Natasha Czertok, Martina Pagliucoli
Drammaturgia: Greta Marzano
In scena: Natasha Czertok, Martina Pagliucoli, Enrico Scavo
Partitura sonora: Enrico Scavo
Luci: Alessio Bettoli

“…Come può allora uno spettacolo parlare ai bambini dello sfruttamento della terra che, devastando antiche e tradizionali coltivazioni, impone prodotti favorendo le grandi industrie occidentali e giapponesi? Certo non è semplice, poiché la tematica potrebbe risultare troppo estranea e lontana ai loro interessi.Ma anche in questo il Teatro Nucleo ha vinto la sfida. Il linguaggio utilizzato, sia dal punto di vista attoriale che drammaturgico, è semplice, coerente ed efficace.I bambini vivono la prepotenza di Langmann, protagonista “cattivo” che impone con l’inganno la coltivazione dell’albero di caramelle nel paese immaginario di Balalla. Un albero quasi miracoloso, così lo pubblicizza Langmann (interpretato magistralmente da Natasha Czertok) alla contadina locale Idrissa (la giovane Martina Pagliucoli), ultima contadina rimasta, apparentemente fragile ma che saprà risolvere con intelligenza la spinosa questione.

Lo spettacolo prende le mosse dalla volontà di raccontare ad un pubblico giovanissimo una delle facce più nascoste dell’odierno sfruttamento globale: quello delle risorse agricole.
Con i metodi del vecchio colonialismo, infatti, al giorno d’oggi sterminate porzioni di terra coltivabile in Africa, America Latina e Sud-Est Asiatico vengono sottratte alle popolazioni locali per essere sfruttate dalle multinazionali dell’industria alimentare ed energetica.
Un disastro antropologico a tutto tondo, dato che le massicce produzioni di soia, olio di palma, caffè, mais, canna da zucchero ecc. non solo riducono la biodiversità dei paesi oggetto di questo sfruttamento, ma rappresentano un fattore di disgregazione per le comunità che li abitano. Intere culture, insieme alle tradizioni agricole che le hanno caratterizzate per millenni, spariscono sotto il peso delle richieste energenitche del mondo industrializzato.
Accade oggi in Mali, ad esempio, dove il governo locale concede vasti appezzamenti alle industrie europee, americane, cinesi, indiane, giapponesi e dove – al posto delle antiche colture di cereali e ai tradizionali, preziosi, alberi di karitè – vengono imposte le piantagioni di canna da zucchero, di jatropha e altre piante. Ma accade anche sotto i nostri piedi, in Italia. In pianura padana, infatti, ogni giorno viene perduto terreno agricolo equivalente a sette volte piazza Duomo a Milano. La causa di questo scempio non è solo la cementificazione ma anche la produzione di bio-carburanti, ultima speculazione del mercato energetico e dei trasporti.
Per parlare al giovane pubblico di un tema così complesso e ramificato, nel 2014 – anno internazionale dell’agricoltura familiare – abbiamo scelto di raccontare l’aspetto che riguarda più strettamente la vita quotidiana dei piccoli consumatori di oggi: il junk-food, ovvero il cibo-spazzatura. Non c’è alcun dubbio, infatti, che tutte le odierne campagne pubblicitarie della macro-industria alimentare individuino nei giovanissimi uno dei loro principali obiettivi commerciali.
La narrazione scenica di Chenditrì prende le mosse da uno degli ingredienti più amati dai piccoli e meno piccoli, presente in moltissimi alimenti di largo consumo: lo zucchero che, nella finzione scenica, si trasforma nella magica e fascinosa caramellina.
Il tono e i modi che sostengono il racconto sono quelli della fiaba. Il buio, le ombre, l’animazione grafica, il suono del contrabbasso e quelli della natura riprodotti dal vivo, la parodia del linguaggio pubblicitario, le leggi della comicità, sono i mezzi immaginifici per comunicare e far riflettere gli spettatori sui piccoli e grandi inganni del loro tempo. Il meccanismo drammaturgico del “doppio finale” stimola il giovane pubblico ad una riflessione e ad una partecipazione attiva.

per info –

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