2001
ANNA FRANK

regia e drammaturgia:
Cora Herrendorf
in scena:
Andrea Amaducci, Andrea Bartolomeo, Natasha Czertok

Narrando il rapporto di amicizia e affetto nato nel chiuso di un alloggio segreto, lo spettacolo traccia un percorso drammatico che è testimone della crescita e della vita di due ragazzi come tanti , che improvvisamente vengono privati della libertà a causa della loro diversità etnica e religiosa.
Nella messa in scena, come in un giuoco di specchi, la Storia di ieri riflette la Storia di oggi.
I protagonisti sono due ragazzi ebrei del passato e al contempo martiri dei nostri giorni, ragazzi sudamericani/bosniaci/palestinesi, di una Storia che inesorabilmente si ripete.
Il loro vissuto sulla scena è un segnale forte che indica come l’assenza di memoria e di conoscenza profonda di ciò che è accaduto ed accade dinanzi ai nostri occhi, conduce vecchie e nuove generazioni dinanzi allo stesso abisso, a ripetere gli stessi tragici, terribili atti.

Lo spettacolo si sofferma sulla eterna sensazione di inadeguatezza dell’adolescente di fronte ad un mondo che non lo contempla e il linguaggio utilizzato in scena dai tre giovani attori, un connubio tra parola/gesto/musica e canzone, si rivolge apertamente ai coetanei ponendo delle domande, quelle stesse domande che, nella loro solare semplicità loro stessi si sono posti nell’affrontare questo lavoro, le stesse domande che i due ragazzi sussurrano nell’alloggio segreto.