IAC si occupa di promozione e produzione culturale. I progetti vogliono coinvolgere tutta la comunità in processi di condivisione, creazione e produzione collettiva. I percorsi sono fatti per sperimentare insieme, imparare insieme, scambiare, fare parte di un processo di costruzione. Ci piace dialogare con l’infanzia e con la terza età, con il centro e la periferia, con il limite e la possibilità, con la realtà e l’immaginario. Lo spazio si trova a Matera in una strada popolare, confine tra i Sassi e la città nuova. E’ un luogo fatto di persone che si incontrano, relazioni che si tessono, distanze che si accorciano con tempo e cura. Dai corsi, ai laboratori, dagli spettacoli agli eventi ospitati e realizzati, tutto è animato dalla voglia di scoprire cose nuove, generare alchimie, cambiamenti, suscitare sorrisi. C’è un forte legame con Matera e il suo territorio. La città chiama, i suoi angoli, i vicoli, i quartieri, le cavità, le aperture, le pietre, i fiori gialli di rapa. Non si può ignorare il suo dolce canto e l’impetuosa durezza. E allora la città entra nel lavoro in maniera naturale e determinante. Non una scenografia ma un luogo vissuto, che suggerisce storie, che chiede di essere raccontato.
Andrea Santantonio –
Scrive e dirige spettacoli di teatro, conduce laboratori per adulti e bambini. Dal 1999 lavora nell’ambito della ricerca teatrale conducendo un’indagine sull’espressione corporea attraverso linguaggi non convenzionali. Laureato in demo-etno-antropologia all’università di Perugia. Ha conseguito presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma il master in “Video, teatro e fotografia nella relazione d’aiuto”. Ha fondato la cooperativa “Centro Arti Integrate”.
Nadia Casamassima –
si occupa nello IAC della conduzione dei percorsi teatrali. Si è formata come attrice in numerosi laboratori di teatro, danza e voce con artisti del panorama teatrale italiano e internazionale. Negli ultimi anni si occupa con particolare attenzione di percorsi teatrali con persone che hanno disagio.

LA FUGA

IDEAZIONE Andrea Santantonio, Nadia Casamassima

Periodo di residenza Novembre – Dicembre 2015 – presentazione studio 9 Dicembre 2015 ore 21

Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga in avanti con la tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalla compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.

Elogio della fuga – Henri Laborit

Abbiamo scelto la fuga come tema caratterizzante del progetto. La fuga è un movimento di sottrazione, di liberazione dai dispositivi del potere. Il potere a cui facciamo riferimento è quello della società, della cultura in cui siamo immersi e che in qualche modo non abbiamo scelto ma a cui dobbiamo partecipare.
Lo sfuggire, il fuggire o il rifuggire sono tutti movimenti dell’individuo che tenta di uscire dall’essere controllato e dall’essere oppresso.
Nello specifico la residenza che svolgeremo a Ferrara affronterà il tema dal punto di vista
della fuga come allontanamento necessario, la diaspora dei popoli, l’emigrazione da terre inospitali. La fuga disperata verso una condizione migliore, attraverso il mare, a pagamento, verso un sogno di benessere.
Quelle fughe che spinge ad allontanarsi dai conflitti in cui si è solo vittime, in cui non si è chiesto di nascere, ma a cui impongono di partecipare.
Quelle fughe a cui ci stiamo abituando ad assistere, a cui non riusciamo a trovare rimedio, ma a cui vogliamo dare una voce.