“…dopo tante bombe e distruzione

il cinema riapre, che emozione

è il segno che la vita può tornare

che il futuro ora davvero può iniziare..”

La guerra ha lasciato solo distruzione e desolazione nella nostra Pontelagoscuro ma, rimboccate le maniche, si è pronti per la ricostruzione. Una luce di speranza rinasce dalle macerie: è il cinema Astra. I proprietari, il signor Moncini e la moglie Fernanda, assieme alla signora Lilia (donna delle pulizie) con i figli William (la maschera) e Icio (venditore di caramelle), la famiglia Buzzolani al bar e Piero il cineoperatore vi danno il benvenuto. La band ha già iniziato a suonare. La platea è già gremita di Pontesani: bambini, ragazzi, giovani e adulti. Sedetevi accanto a loro e preparatevi ad ascoltare i racconti e le storie. Partendo dalla piccola Ponte, attraverso il sonoro dei film che hanno fatto la storia del Cinema, conoscerete l’Italia in persona!……… Le vicende di questo “giovane” Paese che ha lottato tanto per mantenere viva la propria identità ma ha anche affrontato le difficoltà col sorriso sulle labbra e con sguardo tenero ma orgoglioso ha seguito i primi passi dei suoi figli più giovani col desiderio che loro per primi non perdano la Memoria e mantengano vive le sue belle speranze.

Il Gruppo Comunitario compie in questi giorni il suo terzo anno di vita. Ci facciamo, vi facciamo un regalo, il “Gran Cinema Astra”. Con questo nuovo spettacolo proseguiamo, dopo “Il Paese che non c’è” e “Signora Memoria”, il nostro percorso, raccontando le vicissitudini dei gestori e degli avventori del vecchio cinema di Pontelagoscuro e attraverso di queste apriamo ampie finestre sulla storia d’Italia, dalla fine dell’ultima guerra agli albori del sessantotto. Dalla alluvione del Polesine al baby boom; dalla legge Merlin ai morti di Reggio Emilia; dall’arrivo della televisione al blu dipinto di blu; da Riso Amaro a Totò; ci riprendiamo la Storia per raccontarvela con le nostre proprie voci. Canto collettivo e pupazzi, scene corali e musica dal vivo, dramma e commedia; siamo alla ricerca di un linguaggio nostro, popolare e al contempo colto, che raccolga l’eredità dei grandi maestri, da Brecht a Scola, da Fellini a tutti i protagonisti della rivoluzionaria stagione neorealista. Oggi in scena siamo in cinquanta, ma vorremo essere molti di più; sappiate che per noi non siete semplici e anonimi spettatori, ma i potenziali compagni futuri di questa nostra utopia comunitaria.

Scrittura scenica e regia

Antonio Tassinari

scenografie e pupazzi

Ana Serralta

Arrangiamenti musicali

Ginko Band

un sentito ringraziamento per l’affettuosa collaborazione a

Walter Ferrari e Tina Alberghini

e ai ricordi di

William Zucchelli, Famiglia Moncini Rosanna, Paola Ferrari,

Giuliano Renesto, Teresa Conforto, Umbertina Silvestrini