In questo laboratorio s’intende accostare lo studio dell’ironia a quello del movimento per dare la possibilità di ampliare gli orizzonti, cercando un contesto più completo dove la danza il gesto la parola e il gioco possano rimanere liberi e uniti armonicamente alle emozioni, ai sentimenti e alle esperienze di ciascuno. Sia reali che immaginate.

Espressione corporea, movimento creativo riscoperta del movimento e della sua energia anche più primordiale, in relazione non tanto e solo allo sviluppo di competenza fisiche ma:

  • come possibilità di un ampliamento delle proprie esperienze fisiche non solo come semplici attività motorie ma anche di ascolto, di riscoperta e di serena accettazione di un corpo dimenticato; tuttavia reale…
  • come esperienza poetica in cui proprio il corpo riscoperto possa fungere da espressione delle proprie emozioni ed energie interiori aiutando la crescita di un “linguaggio delle emozioni” anche malgrado se’ e nuova modalità di comunicazione con gli altri; FORSE!
  • come esperienza che permette di accrescere la narrazione DEL CORPO al fine di tentare di avvicinarsi alla conoscenza del se’ e relazionarsi con l’altro, gli altri.Per aiutare il partecipante a seguire questo laboratorio di Teatro poetico del movimento, dove l’ironia del gesto è l’obbiettivo principale, è importante  avere una visione autonoma del movimento e della scrittura nello spazio, indipendentemente dal tipo di teatro o di danza che si pratica. Mio compito sarà aiutare la capacità di riconoscere il proprio modo di agire e di relazione con gli altri.

Questo malgrado se stessi e le tendenziali abitudini di apprendimento che spesso sono: “Mi dici che devo fare e tento di farlo“. Ovviamente con devozione, facendo fatica e spesso senza altri mezzi per apprenderlo se non la costante ripetizione e memorizzazione del gesto o azione richiesta.

A mio avviso tutto questo ha un approccio tendenzialmente mentale, intendo che la mente dice al corpo cosa deve fare, in modo impositivo, lasciando  alla volontà razionale di gestire il tutto, portando ad una forzatura delle membra e dando come risultato una azione non credibile, scomposta e che traduce la non organicità.

Al contrario cerco di portare semplicemente nelle azioni  teatrali  danzanti, una continua adesione alla nostra quotidianità esperienziale,  dove i sensi sono sempre attivi e connessi al tutto,  in un consenso responsabile dove  la coscienza intuitiva ed istintiva,  ispirata dal cuore, porta l’interprete ad essere dominante e capace di gestire nelle proprie possibilità l’atto da compiere, assimilando le varie proposte con il proprio corpo, rimanendo sempre consapevole e in definitiva tendenzialmente capace piano piano di auto correggersi e crescere nello studio del movimento.

Carolyn Carlson la grande coreografa e creatrice di spettacoli evocativi la chiamava: LA CAPACITÀ DI ASCOLTARE CIÒ CHE STA LONTANO LONTANO NELLA MEMORIA (intesa come corpo che malgrado se, ricorda e agisce sempre attraverso il proprio sentire, IN ASCOLTO E ATTENZIONE SENSUALE).

In un qualche modo lasciare uscire le proprie origini sia culturali che  educative e della propria storia in tutti i sensi e livelli, aprendo il campo della riconoscenza del sé nelle azioni teatrali e danzanti, diventando testimone del proprio divenire nel tempo scenico e azione fisica nello spazio.

Giorgio Rossi

INFORMAZIONI

Il laboratorio si svolgerà dal 14 al 20 settembre nei seguenti orari:
14 e 15 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17
dal 16 al 19 settembre  dalle 15 alle 19
20 settembre ESITO ore 18.30

Luogo laboratorio: Teatro J. Cortàzar – via Ricostruzione 40 – Pontelagoscuro (FE)
Luogo esito: Wunderkammer – via Darsena 57 – Ferrara nell’ambito di Totem Scene Urbane

REQUISITI
Destinato ad under 35. Disponibilità a seguire l’intero percorso.

COSTO
€ 100,00

INFO E ISCRIZIONI
☎ 327/3379372
✉ info@teatronucleo.org

Il laboratorio è parte di “Cose Nuove” – le residenze d’artista promosse da Teatro Nucleo con il supporto di MiBAC e Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto triennale “Artisti nei territori”.