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Il Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro nasce nel marzo 2006 nel seno di un progetto voluto e
sostenuto dal Teatro Nucleo, dal Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro, dal Centro Servizi per il
Volontariato e dal Comune di Ferrara.
Il paese che non c'era - 2/10
Memoria condivisa e identità
immagine: Omar Gasparini
Genesi •
Il Paese che non c'è •
Signora Memoria •
Gran Cinema Astra •
Canzoni Comunitarie •
ADESSO IL GRUPPO TEATRO COMUNITARIO DI PONTELAGOSCURO E LE DONNE COMUNITARIE
SONO ANCHE SUL LORO SOCIAL NETWORK
TEATRO E COMUNITA`
Ci dicono di stare chiusi in casa
guardando scemi la televisione
che il senso della vita è consumare
di soldi e fama avremo un'occasione
Ma siamo qui sentite stiam cantando
del paese nostro la memoria
colmando il vuoto con le nostre voci
per fare della vita un'altra storia
Noi siamo qui sentite stiam cantando
Ci vogliono lasciare chiusi in casa
guardando muti la televisione
ci dicono comprare e poi comprare
da folli aspettando l'esplosione
Ma siamo qui sentite stiam cantando
del paese nostro la memoria
insieme diamo ali alla speranza
per fare della vita un'altra storia
Ma siamo qui sentite stiam cantando
Noi siamo qui insieme stiam cantando
Noi siamo qui venite stiam cantando
La nostra sede è il Teatro Julio Cortázar, gestito dal Teatro Nucleo, nel nostro paese/quartiere,
Pontelagoscuro, sulle rive del Po.
Oggi siamo un vero gruppo di teatro e il nome che ci siamo dati, Teatro Comunitario, non è semplicemente
un nome, ma ciò che ci anima e ci contraddistingue.
Siamo pensionati e bambini, maestre e operai, studenti e commercianti, teatranti e impiegati che,
valicando confini generazionali e di condizione sociale, si sono riuniti intorno ad un progetto comune
per ricercare, nelle proprie molteplici radici, un'identità condivisa, convinti che privati della memoria
del passato non è possibile vivere un presente degno e progettare il futuro armonico di una comunità che
voglia dirsi tale.
Siamo convinti che questa nostra esperienza è un esempio vivo di come sia possibile la pratica di una
cultura popolare, partecipata e inclusiva, riconsegnando al Teatro un suo ruolo nella trasformazione
individuale e collettiva, contro l'isolamento, l'intolleranza, l'indifferenza, la depressione, patologie
endemiche della modernità.
Siamo un gruppo aperto all'accoglienza di sempre nuovi compagni che vogliano unirsi a noi e, spegnendo il
televisore, il martedì sera uscire di casa per varcare la porta del Teatro sulle rive del fiume e
partecipare e condividere la meravigliosa esperienza di creare insieme.
Scriveva Bertolt Brecht, il grande drammaturgo tedesco: "…cosa fare nei tempi bui? …. Cantare i tempi
bui!" e il neorealista Cesare Zavattini, riferendosi all'arte cinematografica che era il suo specifico,
diceva che "il cinema ha l'obbligo morale di lottare perché si creino le condizioni per trasformare la
realtà, per agirla con coraggio, con una nuova concezione della solidarietà …"; in questo presente così
difficile per tanti, per troppi, siamo sicuri che possiamo, dobbiamo stare insieme, creando, unendoci
nella memoria, praticando solidarietà, condividendo.
La nostra riconoscenza va alla intera comunità di Ponte, che ci ha accompagnato e ci accompagna con
grandissimo affetto e ai "fratelli" del gruppo di teatro comunitario Catalinas Sur di Buenos Aires, che
sono nostro esempio e costante ispirazione insieme a tutto il movimento dei tanti gruppi di teatro
comunitario attivi in Argentina.
TEATRO E TRASFORMAZIONE SOCIALE
di Monia Finessi
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UN PROGETTO UTOPICO
Oggi Pontelagoscuro vecchio non è un paese, ma al tempo stesso la sua vita è separata da quella della città diversamente da come lo è una qualsiasi periferia.
I suoi abitanti conducono ostinatamente una esistenza legata a rituali che poco hanno a che vedere con i ritmi della vicina città.
Non è raro sorprendere un anziano tracciare percorsi nel suo andare che ai più risultano indecifrabili, ma le sue gambe conoscono la strada e il suo sguardo veleggia nel paese che non c'è, perduto per sempre sotto i bombardamenti alleati dell'ultima guerra.
La via Coperta, l'intensa vita del porto commerciale, i mercati e le balere sul fiume, gli stabilimenti industriali e il colorato sciamare dei bambini, la grande chiesa e le osterie vivono allora nei racconti che, con la forza della memoria e della nostalgia, ricostruiscono pietra su pietra quel paese; proprio lì dove oggi c'è un bel parco, frequentato da altri bambini che giocano ignari di quel passato, fecondo e tragico.
La memoria, quando riesce a varcare i confini delle vicende personali e inizia un cammino di partecipazione e condivisione di tutta una comunità, è creatrice di identità.
Quella identità che è necessario preservare e alimentare quale fondamento essenziale per vivere armoniosamente il presente e progettare il futuro.
L'Arte, tutte le arti, sono un mezzo potente per scavare nella memoria e trasformare il ricordo in un prezioso contributo al progetto comune.
Un Murale partecipato
Con la ristrutturazione e la riapertura del vecchio Cinema Teatro Astra, oggi Teatro Julio Cortazar gestito dalla Cooperativa Teatro Nucleo, si è voluto dedicare al paese un grande murale che orna la grande facciata dell'edificio in via Nuova.
Il dipinto, opera del Maestro Omar Gasparini e di Ana Serralta ( ospiti del Comune di Ferrara in occasione dell'intitolazione del Teatro ), racconta la storia di Pontelagoscuro e dei suoi abitanti, dalle origini ai nostri giorni. Dagli insediamenti militari seicenteschi ai primi ponti sul fiume e l'insediamento civile e commerciale; dai bombardamenti e la distruzione all'arrivo della comunità marchigiana di Cabernardi.
Un occhio attento potrà individuare nel dipinto alcune importanti figure del paese, come il pittore Tito Salomoni o l'amatissimo parroco del dopoguerra Don Cavallini (a cui la piazza antistante è dedicata); oppure "Puina", il mitico caramellaio del Cinema Astra oggi emigrato a Milano; o ancora persone che ancora oggi risiedono in paese, come i nativi Signor Ennio (la cui famiglia gestiva un frutta e verdura nella via Coperta) o la Signora Liliana (che sfollata ad Occhiobello fu una delle pochissime fortunate, insieme all'amica Gina, a ritrovare la sua casa ancora in piedi alla fine dei bombardamenti).
Come è consuetudine e precisa prassi politica dei due maestri argentini, la progettazione dell'opera ha visto il coinvolgimento di tutta la comunità.
Una affollata assemblea nella grande sala del Teatro ha preceduto l'inizio dei lavori ed è stata occasione perché ognuno donasse il suo contributo, attraverso ricordi, aneddoti, fotografie e documenti storici.
Di grande rilevanza è stato l'apporto di Walter Ferrari e Giacomo Savioli, vere e proprie memorie storiche del paese.
Ancor più sorprendente è stata la partecipazione della cittadinanza che costantemente ha presidiato il cantiere.
Racconti, consigli, discussioni, garbate rimostranze per qualcosa o qualcuno che ci si era dimenticati di raffigurare, si sono susseguiti per giorni davanti al dipinto in lavorazione.
Molte classi della vicina scuola elementare hanno fatto la loro visita e i bambini hanno partecipato attivamente contribuendo con i loro disegni alla parte del dipinto dedicata al futuro.
Il risultato, che oggi si può scorgere sin da lontano, arrivando da Ponte nuovo, è davvero un'opera comunitaria, il Murale di tutti.
Dal Murale allo spettacolo
La toccante risposta della comunità di Pontelagoscuro ha convinto il Teatro Nucleo a proseguire il lavoro sulla memoria del paese attraverso il suo specifico, il Teatro.
La compagnia teatrale mette dunque in cantiere uno spettacolo itinerante all'aperto che, come in una sorta di visita turistica, guiderà gli spettatori lungo le strade e i luoghi di Ponte di Lagoscuro.
Attraverso la magia del teatro il parco intitolato a Tito Salomoni si ripopolerà quindi di suoni, odori, sapori, immagini, accadimenti, personaggi di un tempo.
E' intenzione del Teatro Nucleo coinvolgere nella messa in scena, oltre agli attori e le attrici della Compagnia, tutti gli abitanti di Ponte disponibili a lanciarsi in questa avventura.
Saranno coinvolte, se così vorranno, le associazioni e le istituzioni operanti sul territorio, in special modo la scuola, dando modo ai bambini di essere parte integrante dello spettacolo.
Ci si avvarrà del prezioso contributo del Signor Walter Ferrari che, attraverso il suo archivio e le sue conoscenze, sarà l'imprescindibile consulente storico; di Omar Gasparini e Ana Serralta, autori del Murale, che si auspica potranno tornare per occuparsi delle scenografie.
Si procederà ad un lavoro previo di raccolta di materiali, interviste, testimonianze che saranno alla base e fondamentali per la stesura della drammaturgia.
Sarà uno spettacolo sempre aperto a nuovi stimoli, racconti, testimonianze che potranno essere inserite strada facendo; o a nuove persone che vorranno partecipare da protagonisti alla messa in scena, anche oltre la data del debutto.
Uno spettacolo che potrà vivere più stagioni e inserirsi quale appuntamento obbligato nel programma di offerte turistico culturali che si auspica verranno messe in campo dall'Amministrazione Comunale, in vista della definitiva riqualificazione del territorio e del ricongiungimento della città al fiume.
Uno spettacolo che potrà essere presentato in un unico luogo, lo spettatore infatti potrà assistervi solo a Pontelagoscuro vecchio, il paese che non c'è.
GLI SPETTACOLI
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Qui a Ponte sul finir dell'800
Perboni il gelataio fece suo un grande invento
un dolce per palati sopraffini
i buoni, gli squisiti Mandorlini!
Se i lor signor non van tanto di fretta
qui tosto canterò la storica ricetta
è sempre uguale oggi come ieri
i Pontesani ancora ne van fieri
In acqua bollente le mandorle scottare
dieci minuti in forno per farle ben tostare
nel mentre una neve con tre chiare avrai montato
e lo zucchero pian piano mescolato
Non resta che unir la farina al tutto
e a cucchiate disporre su una teglia il tuo composto
venti minuti a gradi centoottanta devon stare
e allora i mandorlini ben dorati puoi sfornare
Qui a Ponte sul finir dell'800
Perboni il gelataio fece suo un grande invento
un dolce per palati sopraffini
i buoni, gli squisiti Mandorlini !
E' sempre uguale oggi come ieri
i Pontesani ancora ne van fieri
un dolce per i grandi e pe' i piccini
i buoni gli squisiti Mandorlini !
LA CANZONE DEL PRESENTE
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Ora non resta altro che cantare
la canzone del nostro presente
altri cinquantanni son passati
non sono stati facili per niente
Per troppo tempo si è dimenticato
il paese e quello che era stato
Ferrara dice Pontelagoscuro
posto sperduto, al di là d'un muro
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
Ma in questa landa triste e desolata
c'è tanta gente guardate si è svegliata
comunità come poche si son viste
che si incontra, che parla, che resiste
C'è la parrocchia col nostro Don Silvano
e il Comitato che sempre da una mano
Il più bel Centro Sociale, il Quadrifoglio
e i bambini schiamazzanti del Germoglio
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
I canottieri ed il calcio in festa
musici e attori un po' fuori di testa
i marchigiani vivi e radicati
Teatro Cortázar dai muri colorati
Il nostro gruppo che è comunitario
che fa teatro fraterno e solidario
gente grande, giovani e piccini
siamo tutti di Ponte cittadini
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
Drammi e problemi ce ne sono tanti
portati a spalla da tutti gli abitanti
zuccherificio che rischia la chiusura
la chimica è lavoro e anche paura
E quando il Po in piena vuol far male
di Ponte parla il telegiornale
bello sarebbe un fiume che ci è amico
non quest'acqua inquinata da far schifo
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
STORNELLI PER BRUNO BUOZZI
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Guardatelo passare sul fare della sera
per Mussolini era fra i primi della lista
al ragazzo che domanda lui chi era
dite è Bruno Buozzi il socialista
Guardatelo cammina sulle strade del passato
è paesano nostro ne andiamo fieri
nell'ottocento ottanta e uno a Ponte è nato
da una famiglia di onesti panettieri
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Sin da ragazzo gli studi dovette abbandonare
la scuola sua fu il mondo dei lavoratori
perduto presto il padre una famiglia da sfamare
solo per pochi è il sogno di essere dottori
In fabbrica a Milano alla Marelli e poi alla Bianchi
ben presto lui si iscrisse al sindacato
a quelli che d'ingiustizie erano stanchi
tutta la vita sua da allora ha consacrato
Tante delle conquiste che oggi sono scritte
le otto ore e i minimi salariali
alla testa della FIOM nel diciannove
le ottenne con le dure lotte sindacali
Nel sindacato e in parlamento in quei tempi bui
In esilio in Francia come in Umbria confinato
sulla propria pelle l'ha pagata lui
la fedeltà all'idea per cui sempre ha lottato
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Un infausto giorno nei boschi giù a La Storta
alle porte di Roma d'Italia capitale
i nazisti in fuga ormai sconfitti
gli hanno sparato come fosse un animale
Ci resta ancora l'ultima sua fotografia
pochi secondi prima di morire
mani legate dinanzi ai suoi assassini
lui non li guarda, guarda il sol dell'avvenire
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Proprio a un sole rosso sulle rive del suo fiume
con l'ultimo pensiero forse Bruno è andato
su quelle strade strette di Pontelagoscuro
il paese dolce che un giorno l'ha cullato
Ma guardate Bruno oggi è ancora vivo
Vivono il suo esempio e la sua dignità
guardatelo cammina sulle strade del passato
è morto per la nostra libertà
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
evviva Bruno Buozzi
L'UTOPIA NON E` MORTA!