PROGETTO TEATRO COMUNITARIO
immagine: Omar Gasparini
Genesi •
Il Paese che non c'è •
Signora Memoria •
Attività •
Canzoni Comunitarie •
MOLTISSIMO SUL PROGETTO TEATRO COMUNITARIO DI PONTELAGOSCURO
ANCHE SUL SITO WEB 2.0 DEL COMUNE DI FERRARA
IL PAESE CHE NON C'ERA
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Ci dicono di stare chiusi in casa
guardando scemi la televisione
che il senso della vita è consumare
di soldi e fama avremo un'occasione
Ma siamo qui sentite stiam cantando
del paese nostro la memoria
colmando il vuoto con le nostre voci
per fare della vita un'altra storia
Noi siamo qui sentite stiam cantando
Ci vogliono lasciare chiusi in casa
guardando muti la televisione
ci dicono comprare e poi comprare
da folli aspettando l'esplosione
Ma siamo qui sentite stiam cantando
del paese nostro la memoria
insieme diamo ali alla speranza
per fare della vita un'altra storia
Ma siamo qui sentite stiam cantando
Noi siamo qui insieme stiam cantando
Noi siamo qui venite stiam cantando
Il Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro nasce nel marzo 2006 nel seno di un progetto voluto e
sostenuto dal Teatro Nucleo, dal Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro, dal Centro Servizi per il
Volontariato e dal Comune di Ferrara.
La nostra sede è il Teatro Julio Cortázar, gestito dal Teatro Nucleo, nel nostro paese/quartiere,
Pontelagoscuro, sulle rive del Po.
Oggi siamo un vero gruppo di teatro e il nome che ci siamo dati, Teatro Comunitario, non è semplicemente
un nome, ma ciò che ci anima e ci contraddistingue.
Siamo pensionati e bambini, maestre e operai, studenti e commercianti, teatranti e impiegati che,
valicando confini generazionali e di condizione sociale, si sono riuniti intorno ad un progetto comune
per ricercare, nelle proprie molteplici radici, un'identità condivisa, convinti che privati della memoria
del passato non è possibile vivere un presente degno e progettare il futuro armonico di una comunità che
voglia dirsi tale.
Siamo convinti che questa nostra esperienza è un esempio vivo di come sia possibile la pratica di una
cultura popolare, partecipata e inclusiva, riconsegnando al Teatro un suo ruolo nella trasformazione
individuale e collettiva, contro l'isolamento, l'intolleranza, l'indifferenza, la depressione, patologie
endemiche della modernità.
Siamo un gruppo aperto all'accoglienza di sempre nuovi compagni che vogliano unirsi a noi e, spegnendo il
televisore, il martedì sera uscire di casa per varcare la porta del Teatro sulle rive del fiume e
partecipare e condividere la meravigliosa esperienza di creare insieme.
Scriveva Bertolt Brecht, il grande drammaturgo tedesco: "…cosa fare nei tempi bui? …. Cantare i tempi
bui!" e il neorealista Cesare Zavattini, riferendosi all'arte cinematografica che era il suo specifico,
diceva che "il cinema ha l'obbligo morale di lottare perché si creino le condizioni per trasformare la
realtà, per agirla con coraggio, con una nuova concezione della solidarietà …"; in questo presente così
difficile per tanti, per troppi, siamo sicuri che possiamo, dobbiamo stare insieme, creando, unendoci
nella memoria, praticando solidarietà, condividendo.
La nostra riconoscenza va alla intera comunità di Ponte, che ci ha accompagnato e ci accompagna con
grandissimo affetto e ai "fratelli" del gruppo di teatro comunitario Catalinas Sur di Buenos Aires, che
sono nostro esempio e costante ispirazione insieme a tutto il movimento dei tanti gruppi di teatro
comunitario attivi in Argentina.
UN PROGETTO UTOPICO
Memoria condivisa e identità
Oggi Pontelagoscuro vecchio non è un paese, ma al tempo stesso la sua vita è separata da quella della città diversamente da come lo è una qualsiasi periferia.
I suoi abitanti conducono ostinatamente una esistenza legata a rituali che poco hanno a che vedere con i ritmi della vicina città.
Non è raro sorprendere un anziano tracciare percorsi nel suo andare che ai più risultano indecifrabili, ma le sue gambe conoscono la strada e il suo sguardo veleggia nel paese che non c'è, perduto per sempre sotto i bombardamenti alleati dell'ultima guerra.
La via Coperta, l'intensa vita del porto commerciale, i mercati e le balere sul fiume, gli stabilimenti industriali e il colorato sciamare dei bambini, la grande chiesa e le osterie vivono allora nei racconti che, con la forza della memoria e della nostalgia, ricostruiscono pietra su pietra quel paese; proprio lì dove oggi c'è un bel parco, frequentato da altri bambini che giocano ignari di quel passato, fecondo e tragico.
La memoria, quando riesce a varcare i confini delle vicende personali e inizia un cammino di partecipazione e condivisione di tutta una comunità, è creatrice di identità.
Quella identità che è necessario preservare e alimentare quale fondamento essenziale per vivere armoniosamente il presente e progettare il futuro.
L'Arte, tutte le arti, sono un mezzo potente per scavare nella memoria e trasformare il ricordo in un prezioso contributo al progetto comune.
Un Murale partecipato
Con la ristrutturazione e la riapertura del vecchio Cinema Teatro Astra, oggi Teatro Julio Cortazar gestito dalla Cooperativa Teatro Nucleo, si è voluto dedicare al paese un grande murale che orna la grande facciata dell'edificio in via Nuova.
Il dipinto, opera del Maestro Omar Gasparini e di Ana Serralta ( ospiti del Comune di Ferrara in occasione dell'intitolazione del Teatro ), racconta la storia di Pontelagoscuro e dei suoi abitanti, dalle origini ai nostri giorni. Dagli insediamenti militari seicenteschi ai primi ponti sul fiume e l'insediamento civile e commerciale; dai bombardamenti e la distruzione all'arrivo della comunità marchigiana di Cabernardi.
Un occhio attento potrà individuare nel dipinto alcune importanti figure del paese, come il pittore Tito Salomoni o l'amatissimo parroco del dopoguerra Don Cavallini (a cui la piazza antistante è dedicata); oppure "Puina", il mitico caramellaio del Cinema Astra oggi emigrato a Milano; o ancora persone che ancora oggi risiedono in paese, come i nativi Signor Ennio (la cui famiglia gestiva un frutta e verdura nella via Coperta) o la Signora Liliana (che sfollata ad Occhiobello fu una delle pochissime fortunate, insieme all'amica Gina, a ritrovare la sua casa ancora in piedi alla fine dei bombardamenti).
Come è consuetudine e precisa prassi politica dei due maestri argentini, la progettazione dell'opera ha visto il coinvolgimento di tutta la comunità.
Una affollata assemblea nella grande sala del Teatro ha preceduto l'inizio dei lavori ed è stata occasione perché ognuno donasse il suo contributo, attraverso ricordi, aneddoti, fotografie e documenti storici.
Di grande rilevanza è stato l'apporto di Walter Ferrari e Giacomo Savioli, vere e proprie memorie storiche del paese.
Ancor più sorprendente è stata la partecipazione della cittadinanza che costantemente ha presidiato il cantiere.
Racconti, consigli, discussioni, garbate rimostranze per qualcosa o qualcuno che ci si era dimenticati di raffigurare, si sono susseguiti per giorni davanti al dipinto in lavorazione.
Molte classi della vicina scuola elementare hanno fatto la loro visita e i bambini hanno partecipato attivamente contribuendo con i loro disegni alla parte del dipinto dedicata al futuro.
Il risultato, che oggi si può scorgere sin da lontano, arrivando da Ponte nuovo, è davvero un'opera comunitaria, il Murale di tutti.
Dal Murale allo spettacolo
La toccante risposta della comunità di Pontelagoscuro ha convinto il Teatro Nucleo a proseguire il lavoro sulla memoria del paese attraverso il suo specifico, il Teatro.
La compagnia teatrale mette dunque in cantiere uno spettacolo itinerante all'aperto che, come in una sorta di visita turistica, guiderà gli spettatori lungo le strade e i luoghi di Ponte di Lagoscuro.
Attraverso la magia del teatro il parco intitolato a Tito Salomoni si ripopolerà quindi di suoni, odori, sapori, immagini, accadimenti, personaggi di un tempo.
E' intenzione del Teatro Nucleo coinvolgere nella messa in scena, oltre agli attori e le attrici della Compagnia, tutti gli abitanti di Ponte disponibili a lanciarsi in questa avventura.
Saranno coinvolte, se così vorranno, le associazioni e le istituzioni operanti sul territorio, in special modo la scuola, dando modo ai bambini di essere parte integrante dello spettacolo.
Ci si avvarrà del prezioso contributo del Signor Walter Ferrari che, attraverso il suo archivio e le sue conoscenze, sarà l'imprescindibile consulente storico; di Omar Gasparini e Ana Serralta, autori del Murale, che si auspica potranno tornare per occuparsi delle scenografie.
Si procederà ad un lavoro previo di raccolta di materiali, interviste, testimonianze che saranno alla base e fondamentali per la stesura della drammaturgia.
Sarà uno spettacolo sempre aperto a nuovi stimoli, racconti, testimonianze che potranno essere inserite strada facendo; o a nuove persone che vorranno partecipare da protagonisti alla messa in scena, anche oltre la data del debutto.
Uno spettacolo che potrà vivere più stagioni e inserirsi quale appuntamento obbligato nel programma di offerte turistico culturali che si auspica verranno messe in campo dall'Amministrazione Comunale, in vista della definitiva riqualificazione del territorio e del ricongiungimento della città al fiume.
Uno spettacolo che potrà essere presentato in un unico luogo, lo spettatore infatti potrà assistervi solo a Pontelagoscuro vecchio, il paese che non c'è.
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GLI SPETTACOLI
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Uno spettacolo comunitario, per la gente e della gente.
Un Teatro coerente con un'idea della cultura e dell'arte
quali motori della trasformazione sociale
al servizio della crescita etica e solidale della comunità.
Uno spettacolo popolare e colto,
che rivolge il suo sguardo innamorato a Brecht, Fellini, Scola.
Oltre cinquanta cittadini di Pontelagoscuro raccontano,
cantano le loro radici, ricostruiscono la loro comune identità.
Le generazioni si incontrano,
ritrovano attraverso il Teatro un cammino comune,
da tempo perduto nel vortice dissociato della modernità.
Memoria, Identità, Comunità.
L'arte è trasformazione o semplicemente non è.
un progetto ideato e diretto da
Antonio Tassinari
(Teatro Nucleo)
Pupazzi e Teloni
Ana Serralta
(Grupo de Teatro Catalinas Sur, Buenos Aires)
la nostra riconoscenza per
l'esempio, la solidarietà e i preziosi insegnamenti a:
Liliana Daviña
(Teatro Murga de la Estación de Posadas, Argentina)
Adhemar Bianchi
(Grupo de Teatro Catalinas Sur, Buenos Aires)
un ringraziamento per la preziosa collaborazione a:
Cora Herrendorf
Walter Ferrari
Giacomo Savioli
Giorgio Gandini
Don Silvano Bedin
il Gruppo di Cucito del Centro Sociale "Il Quadrifoglio"
con la partecipazione della
GINKO BAND
il Mural che orna il Teatro Julio Cortázar di Pontelagoscuro è opera di
Omar Gasparini e Ana Serralta
TRASFORMAZIONE
(Antonio Tassinari - Teatro Nucleo)
Noi tutti usciamo da questa esperienza comunitaria trasformati, noi che l'abbiamo vissuta, ma sono certo anche voi, che solo oggi l'avete condivisa.
Questo ci insegna che la cultura, l'arte, il teatro possono, devono, sono un motore di trasformazione personale, collettivo, sociale.
Ci donano la possibilità di praticare un altro mondo possibile, qui, adesso, nella comunità, per la comunità.
Questa pratica, credo, è la vera, unica responsabilità di noi artisti.
Una responsabilità che non si basa su architetture ideologiche, perché la mente se lasciata sola è per sua natura speculatrice.
Uno spettacolo teatrale infatti può essere perfetto, politicamente corretto, moralmente ineccepibile, ma se non trasforma, se non è portatore di un tangibile cambiamento nelle relazioni personali e sociali rimane organico ad un sistema che è lo stesso che fa le guerre, che è fondato sull'ingiustizia e sulla barbarie, quello stesso sistema che diciamo di voler cambiare.
L'arte specula o trasforma, non esistono terze vie.
Io e i miei amati maestri e compagni del Teatro Nucleo abbiamo scelto da tempo.
A Pontelagoscuro è nato un gruppo di teatro comunitario,
lunga vita al Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro!
UN TEATRO DI COMUNITA` PER IL PAESE CHE NON C'E`
(Gian Paolo Borghi-Centro Etnografico del Comune di Ferrara)
Soltanto il mitico cantastorie-intrattenitore Taiadèla, al secolo Dario Mantovani (1903-1950),
poteva condurre con padronanza all'"interno" del percorso narrativo di questa efficace scrittura scenica.
Grazie all'insostituibile apporto del Teatro Nucleo (Taiadèla del terso millennio),
i testimoni del paese che non c'è si sono trasformati per la prima volta in attori-di-loro-stessi
interpretando realtà tra il personale e il collettivo, per tener viva la storia e la memoria
(come recita un verso di una loro canzone) ovvero per manifestare la voglia di esistere di (e in)
una Pontelagoscuro di ieri, di oggi e di domani.
Il progetto si accosta senza timore reverenziale alle ultradecennali esperienze teatrali
di un Teatro Povero di "monticchielliana" memoria e utilizza, se non in parte, le fonti storiche
tradizionali preferendo di gran lunga fruire della memoria del popolo-attore, quella
che Taiadèla, con indubbia capacità di sintesi, riesce a far "riemergere" con il
dovuto peso culturale: protagonisti e comprimari di un mondo paesano esistente da secoli
e che si rivela incredibilmente ricco di storie dense di umanità e di coesione comunitaria.
Alla scelta di trattare a volo d'uccello le più lontane vicende storiche di Pontelagoscuro (tra
città, campagna e acque del Grande Fiume), al coordinatore Antonio Tassinari va pure attribuito il merito
di avere favorito la composizione di tasselli di quotidianità (di festa, di lavoro, di
guerra, ecc.) attraverso i quali realizzare il grande mosaico dei racconti cobdotti e
proposti nello spazio narrativo teatrale.
L'azione del narrare, d'altra parte, bene si concilia con il piacere dell'ascolto,
in un rapporto che diviene sempre più stretto al progressivo "dipanarsi" di dialoghi e
di esperienze di vita.
Uno svolgimento avente sempre al centro l'abitato e gli immediati dintorni di "Ponte"
(così si finisce inevitabilmente per denominarlo quando si conquista familiarità con il luogo
e con i suoi inimitabili abitatori).
Dalle origini più o meno controverse del nostro paese che non c'è (inesistente
insula o "reperto" del terzo millennio?), in un dialogo collettivo reso saldo dal canto,
si affrontano le scansioni della storia dalle origini ai nostri giorni passando per
l'inurbamento e l'industrializzazione, segno e riferimento tutt'altro che locale.
Non passano neppure sott'ordine piccole e grandi storie di un "ventennio", con tutte
le sue contraddizioni e sopraffazioni, e neppure di una guerra estremamente devastante
(e non soltanto di muri e di case...):
Tra un ricordo e un personaggio dei tempi trascorsi, s'inseriscono i rapporti
con i gitanti-bagnanti della città estense, gli slogans pubblicitari delle grandi
industrie e, last but not least, l'allora nuovo (e inizialmente non facile)
rapporto con le nuove realtà migratorie.
Un pot-pourri, quindi, tutt'altro che semplice e, proprio per questo,
provocatoriamente da rappresentare, anzi da "auto-rappresentare".
Un cammino teatrale senza pause, a ritmi incalzanti, favorita da questa inusuale serie
di amarcord di grande intensità emotiva: un lavoro che potrebbe essere preso a
modello anche per tante altre "piccole italie" senz'altro desiderose di farsi conoscere
dalle loro nuove comunità.
Dai mandurlìn alla giarina, dalle fabbriche ai "marchigiani",
dai contadini ai pescatori, tante vicende piccole e grandi vissute con partecipazione;
dal simbolico bambino di un tempo, cacciato da scuola perchè "senza divisa", rinasce la comunità
della tolleranza e del vivere civile, indomita, inserita nel presente e, cosa ancora
più importante, proiettata nel futuro con i giusti bagagli culturali.

coordinamento e messa in scena
Cora Herrendorf
Siamo donne di quattro generazioni, legate da destini comuni.
Donne che si cantano, si confrontano, si ascoltano, guardandosi fare.
Donne a volte amanti, a volte vittime, a volte schiave delle "circostanze", abbandonate, sottomese,
agguerrite, capaci di tutto per difendere la vita dei propri figli.
Le nostre nonne ci sono apparse con il loro bagaglio di vita, lasciando tracce.
Segnali essenziali che ci hanno permesso di ascoltare noi stesse e le altre, di aprire il nostro
libro di memorie, immagini, odori, dolori, guerre, morti, nascite, giochi, assenze, paradossi e domande
mai formulate.
Lo spettacolo è un incrocio di storie.
Abbiamo cercato la capacità e il coraggio, tutto femminile,
per raccontarci, abbiamo ricomposto la vita delle nostre ave per ritrovare e comprendere la nostra e,
attraverso questa, la storia femminile collettiva.
Abbiamo cercato il silenzio per scoprire la mente che non mente.
Abbiamo scrutato nel passato per donare futuro alle nuove generazioni tramandando esperienze,
cercando lì dove la memoria è negata e sembra mancare.
La Signora Memoria
canzone
Quando viene la signora memoria
nel cuore di ogni donna lei pianta un seme
per sciogliere infine quella fune
e donargli una nuova dignità
Quando viene la signora memoria
nel cuore di ogni donna lei apre una ferita
per cercare nelle stagioni della vita
l'antico sogno chiamato libertà
Quando viene la signora memoria
nel cuore di ogni donna fa nascere un fiore
per sconfiggere tutto quel dolore
con la dolce forza della femminilità
Quando viene la signora memoria
al cuore di ogni donna lei sussurra una canzone
per dargli ancora l'occasione
di non sbagliare come tanto tempo fa
Quando viene la signora memoria
nel cuore di ogni donna lei lascia una carezza
per trovare infine la fermezza
di vivere con gioia la propria identità
Quando viene la signora memoria
nel cuore delle donne lei scatena una tempesta
una voglia di piangere e far festa
con le altre in solidarietà
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Questi sono i nomi dei componenti del gruppo,
quelli che ci sono, ma anche quelli che ci sono stati.
L'ultimo è quello di Vittorina, che ci ha lasciato per sempre,
ma che portiamo con noi.
Mancano solo quelli che ci saranno ….
e che stiamo aspettando…..
CI INCONTRIAMO OGNI MARTEDI', DALLE 21 ALLE 23,
AL TEATRO CORTAZAR !
ALBERTINA TIRELLI,
ALESSIA QUORUDI,
ANDREA BARTOLOMEO,
ANDREAS PIVA,
ALBERTINO VILLA,
ANTONIO TASSINARI,
ASIA GIGLI,
BEATRICE ANDREOLI,
BEATRICE BASSI,
CARLA GIOVANNINI,
CECILIA PRADARELLI,
CLELIA MANGOLINI,
CORA HERRENDORF,
CRISTINA FIORE,
DANIELA SPAOLONZI,
DAVIDE DELLA CHIARA,
DAVIDE GAIANI,
ELENA BENETTI,
ELENA BRINA,
ELENA PAVANI,
EURO "LUCIANO" NAVA,
FABIO PADOVANI,
FRANCESCA COMINI,
FILIPPO GAIANI,
GERMANA "BELLA" BENINI,
GIUSEPPE TROCCOLI,
GUERRINO GUERRA,
GUIDO GUIDARELLI,
GRAZIA NAGLIATI,
GRAZIANO PAVANI,
GIACOMO GAIANI,
GIANCARLO "GINKO" MARZOLA,
GIUSEPPE GHELFI,
IVONNE MANCINELLI,
IRENA TROCCOLI,
LEONARDO BELLINAZZI,
LORETA PRAMPOLINI,
LUCIANA GRAZIANI,
MASSIMO "MAMO" SPAOLONZI,
MATTEO COEN,
MAURIZIO QUORUDI,
MATTIA ANTICO,
MICHELE BALBONI,
MARTA GUIDOBONI,
MICHAEL SERRAVALLI,
NATASHA CZERTOK,
NICOLA GALLI,
ROBERTO PEDOCCHI,
ROBERTO VALENTINO,
RICCARDO IAVARONE,
RITA CHIODARELLI,
ROBERTA SCANAVINI,
STEFANIA ANDREOTTI,
SILVANA VALESANI,
SILVIA TAGLIATI,
VALERIO MASTRODDI,
VILMA RIGHETTI,
VINCENZA AMATO,
VITTORINA LOLLINI.
ATTIVITA` COMUNITARIE 2006
Sabato 25 marzo, alle ore 17 si terrà, presso la sede del Teatro Nucleo, Via Ricostruzione 40, Pontelagoscuro (Fe), il terzo incontro di teatro comunitario a cui stanno partecipando con grande entusiasmo gli abitanti del paese / quartiere. Questo appuntamento però avrà qualcosa in più rispetto agli altri: la presenza di Adhemar Bianchi, Direttore e Regista del Grupo de Teatro "Catalinas Sur" de La Boca, Buenos Aires, nonché creatore e promotore del "Teatro Comunitario" in Argentina e della "Red de Arte y Transformaciòn Social Latinoamericana".
Come sottolinea Andrea Salvemini, membro del gruppo "Catalinas Sur", molte cose a Pontelagoscuro fanno pensare a La Boca, dal ponte sul Po, del tutto simile a quello del mi barrio, alle storie della guerra e dell'immigrazione, parte del patrimonio genetico di buona parte dei suoi abitanti.
Il "ponte" si rafforzerà nelle due giornate di sabato 25 e domenica 26 marzo, quando Adhemar Bianchi porterà al Teatro Julio Cortazar (sede del Nucleo) la sua personale e unica esperienza in tema di Teatro Comunitario: si narra di spettacoli a cui prendono parte dalle 90 alle 120 persone, tutti di età diversa per un totale di quattro generazioni. Attori / non attori che cantano, ballano, suonano, manovrano pupazzi e raccontano.
Mentre il pomeriggio di sabato sarà dedicato alla continuazione del percorso creativo già messo in cantiere dal Teatro Nucleo, per la realizzazione dello spettacolo Il paese che non c'è, durante l'intera giornata di domenica (10 - 19) Adhemar Bianchi condurrà un percorso di conoscenza attiva del Teatro Comunitario, attraverso un laboratorio a cui possono prendere parte tutti gli interessati.
L'attività di teatro Comunitario svolta dal gruppo fondato da Adhemar è sostenuta, tra gli altri, dall'ONU, che li ha inseriti tra i programmi di "Sviluppo delle Popolazioni".
Sotto la guida del suo Direttore "Catalinas Sur" realizza 16 spettacoli presentati in varie città del mondo, dal Brasile, all'Uruguay alla Spagna, mentre vengono realizzati progetti di Teatro Comunitario da Missiones (Argentina) a Washington (USA).
IL PAESE CHE NON C'E':
una storia in costruzione
Ogni martedì, dalle 21.00 alle 23.00, nella sala grande del Teatro Julio Cortazar di Pontelagoscuro si ritrovano gli abitanti di un paese scomparso e stranamente ricostruito, per cantare la propria storia e i propri ricordi.
La serata di domenica scorsa (30 aprile) ha rinvigorito il gruppo d'attori/cantori di ogni età (17 - 80) che formano questa singolare compagnia. La sala principale del Cortazar è stata adibita a locanda. I tavoli riempivano tutto lo spazio mentre più di duecento persone stavano tranquillamente sedute in attesa dell'antipasto. Le luci si sono abbassate per accompagnare in un'altra dimensione, quella di un passato che si può rievocare.
Un po' alla volta sono entrati in sala i personaggi di quella Pontelagoscuro che esisteva prima dei bombardamenti. Pieni d'energia e colore, cantavano una canzone scritta dal gruppo (il loro primo risultato concreto) per rievocare la storia del paese e invitare tutti gli abitanti a condividere quest'avventura di ricostruzione. Per "tener viva la storia e la memoria del paese che non c'è", dicono i versi del ritornello. Il primo scrosciante applauso ha investito la canzone nel momento in cui sono stati salutati "tutti i nostri nonni", mentre la "Beppina ciuatta", la famosa donna dalle mille sottane col borsellino al polso che viveva per cantare Bandiera rossa all'intero paese, rievocata dalla canzone, ha scatenato ancora una volta gli animi di coloro che hanno visto la propria storia raccontata da chi, evidentemente, crede nella sua importanza.
L'aumento di partecipanti all'incontro di martedì 2 maggio è stato un chiaro segnale d'approvazione nei confronti del progetto che il Teatro Nucleo sta portando avanti, con la direzione di Antonio Tassinari. Riportare l'attenzione sulla memoria collettiva, su quei particolari, anche minimi, che sono nella storia di tutti perché tutti li hanno notati, anche se nessuno lo ha mai detto a voce alta, fa nascere un sentimento di riconoscimento che si traduce in calore ed energia. Tanto più che ad ogni incontro si conferma l'enorme comicità, mai banale, degli episodi del passato rimasti impressi nella memoria. Anche per i giovani (numerosi nel gruppo), tutte queste realtà sono perfettamente intelligibili, a sfatare quei falsi miti che dicono della non comunicabilità tra generazioni. C'è fame di sapere e ricordare.
BOTTEGA ARTIGIANA PER LA COSTRUZIONE DI PUPAZZI
Ana Serralta torna al Teatro Nucleo
1 - 15 giugno Teatro Julio Cortazar, Pontelagoscuro (Ferrara)
Un gruppo di teatro comunitario non può dirsi realmente tale senza qualche muñeco (pupazzo) ad accompagnare i suoi attori. Per non tradire la tradizione, anche il gruppo di teatro nato a Pontelagoscuro per la realizzazione dello spettacolo Il paese che non c'è (direzione Teatro Nucleo), farà in modo di avere i suoi. Ma per rimanere nello spirito del teatro comunitario occorre che tutti i materiali adoperati siano prodotti artigianalmente per lo spettacolo. Allora non si ordinano pupazzi preconfezionati ma piuttosto si invita chi li sa costruire, per traghettare un patrimonio ben più importante di un oggetto già fatto: la capacità di costruirlo.
Dall'1 al 15 giugno 2006 Ana Serralta, membro del gruppo di teatro Catalinas Sur (Buenos Aires, Argentina) e incaricata della realizzazione di tutti gli spettacoli del gruppo (fornisce un insostituibile supporto tecnico alle attività di laboratorio condotte da Omar Gasparini e fa parte del gruppo direttivo del teatro), allestirà la sua bottega artigiana di costruzione di marionette direttamente presso il Teatro Julio Cortazar di Pontelagoscuro, per costruire gli attori in gommapiuma che faranno parte del grande spettacolo in preparazione per rievocare il Paese che non c'è.
Pur nascendo all'interno del progetto di teatro comunitario, la bottega sarà aperta ad alcuni esterni (in numero limitato) che potranno collaborare alla creazione dei materiali per gli spettacoli, imparando così la magica arte del costruttore di muñecos. La quota d'iscrizione coprirà l'intero periodo d'attività della bottega, mentre ogni singolo partecipante deciderà quanto tempo dedicare all'attività.
Il progetto di teatro comunitario, i cui incontri continuano ogni martedì dalle 21 alle 23, è promosso dal Comitato Vivere Insieme in collaborazione al Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara ed è coordinato dal Teatro Nucleo in collaborazione con la Coop. Sociale il Germoglio.
Tournée pontesana per il gruppo del "Paese che non c'è"
Sabato 3 giugno, per la premiazione del XIV Concorso "Tito Salomoni" che si svolgerà al Centro di Promozione Sociale "Il Quadrifoglio" di Pontelagoscuro (Fe),
i sempre più combattivi abitanti del paese/quartiere che hanno deciso di ricostruire
la propria storia insieme ai componenti del Teatro Nucleo, si esibiranno riproponendo
il loro cavallo di battaglia: Siamo gente di Pontelagoscuro, canzone scritta,
musicata e interpretata da loro stessi.
Intorno alle 15.00, prima della consegna del premio, con un tuffo nel passato si
rinnoverà l'invito a tutta la cittadinanza: mettere i propri ricordi, le proprie
storie, le proprie esperienze al servizio dell'arte, per ricreare ciò che le bombe
hanno distrutto. Tanto più che i passi in direzione del grande spettacolo di
Teatro Comunitario Il paese che non c'è sono sempre più concreti,
a partire dalla Bottega dei Pupazzi attiva da giovedì 1 giugno sotto la
direzione di Ana Serralta (fautrice, insieme ad Omar Gasparini, dei murales del
Teatro Julio Cortazar), che sta già iniziando a sfornare le sue stravaganti e
bellissime marionette in gommapiuma.
Capire che cosa significhi il Teatro Comunitario non è un fatto scontato.
Il pomeriggio di sabato potrebbe essere una buona occasione per averne un assaggio.
L'iniziativa è promossa dal Centro Sociale "Il Quadrifoglio" (Viale Savonuzzi 54, tel 0532 46 53 50, Pontelagoscuro, Fe), insieme al Comune di Ferrara, V Circoscrizione Zona Nord.
Con la creazione di 5 magnifici pupazzi e altri oggetti scenici si è chiusa la "bottega" di Ana Serralta
del Teatro Catalinas Sur di Buenos Aires, che è così tornata in Argentina dopo aver dato un prezioso contributo
alla creazione dello spettacolo "Il Paese che non c'è".
Ana si è valsa del contributo fra gli altri del gruppo di cucito del Centro sociale "Il Quadrifoglio" che si è occupato della creazione
dei costumi dei pupazzi e a cui va il sentito ringraziamento di tutto il gruppo di Teatro Comunitario di Ponte.
Ogni martedì continuano le prove e le scene scritte dal Gruppo di Scrittura Scenica (che si incontra il venerdì sera) stanno piano piano
prendendo forma.
Nella grande sala del Teatro Julio Cortazar sono già risuonate le note di una nuova canzone, quella dedicata
ai Mandorlini, il dolce tipico di Pontelagoscuro.
Intanto sabato 24 giugno il gruppo si è esibito sul palco della festa di San Giovanni nella piazza di
Ponte nuovo, e la forza di attrazione delle canzone "Gente di Pontelagoscuro" ha portato, il martedì successivo, nuove persone a unirsi
al progetto comunitario.
Il Comitato Vivere Insieme ha già fissato le date di presentazione dello spettacolo,
che sarà inserito nel programma della fiera di Santa Teresa, patrona di Pontelagoscuro.
L'8 e il 14 ottobre "Il Paese che non c'è" prenderà vita nel Parco Tito Salomoni di Ponte vecchio!
ATTIVITA` COMUNITARIE 2007
CONTINUITA' / FORMAZIONE / VISIBILITA'
Memoria, Identità, Dignità, Comunità.
L'arte è trasformazione o semplicemente non è.
Con la presentazione dello spettacolo "Il Paese che non c'è"
si è concluso l'ottobre scorso il primo anno di attività del Progetto Teatro Comunitario
a Pontelagoscuro, realizzato grazie al sostegno del Centro Servizi per il Volontariato
di Ferrara e alla collaborazione della cosiddetta "società civile" del quartiere/paese
riunita nel Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro.
Il Progetto ha coinvolto, attraverso la creazione dello spettacolo, oltre quaranta
cittadini di Ponte, in rappresentanza di tutte le generazioni e strati sociali.
Pensionati e bambini, maestre e operai, studenti e commercianti, si sono riuniti
intorno ad un progetto comune per "parlare" delle proprie radici, convinti che privati
della memoria del passato non è possibile vivere un presente degno e progettare il futuro
armonico di una comunità.
Il Teatro Comunitario è apparso subito a tutti i partecipanti uno spazio dove è
finalmente possibile sperimentare e vivere concretamente la tolleranza, l'accoglienza,
la solidarietà, la partecipazione.
La comunità di Pontelagoscuro nel suo insieme ha accolto con entusiasmo la nascita
del Gruppo Teatro Comunitario, collaborando attivamente alla realizzazione dello spettacolo;
dalla Parrocchia al Gruppo di Cucito del Centro Sociale, dalla Scuola a molti singoli
cittadini, tanti sono stati i contributi volontari che hanno dato forza e ragion d'essere
al progetto.
In brevissimo tempo (marzo/ottobre 2006) il Teatro Comunitario è divenuto una realtà
imprescindibile per il territorio d'appartenenza, punto di riferimento per la crescita
individuale e collettiva, specchio di una intera comunità.
Oggi questa esperienza si pone come vero e proprio modello per una possibile politica
sociale partecipata, per la rinascita di una cultura popolare finalmente inclusiva,
sicuramente spendibile in altre realtà, quartieri, comunità.
Un modello che, attraverso il Teatro, è motore di trasformazione sociale, in lotta
contro l'isolamento, l'intolleranza, l'indifferenza, la depressione;
patologie endemiche della modernità.
Continuità
Le attività del Gruppo Teatro Comunitario sono riprese da metà gennaio 2007, accogliendo
molti nuovi partecipanti, in gran parte bambini e adolescenti.
Il Gruppo è composto, ad oggi, da circa 60 persone.
In progetto ci sono varie attività:
il riallestimento e l'arricchimento dello spettacolo "Il Paese che non c'è" e il
suo adattamento a pianta fissa (la versione 2006 è stata a carattere itinerante e si
è svolta nel Parco Salomoni) così da poter essere rappresentato, oltre che in piazze
e parchi, anche in spazi chiusi, palcoscenici, sale, palestre etc.
A tale scopo è stato commissionato ad Ana Serralta e Omar Gasparini (autori del
Mural del Teatro Julio Cortázar e dei pupazzi dello utilizzati nello spettacolo) un
progetto scenografico, che è in attesa di essere realizzato.
In tal modo lo spettacolo potrà essere rappresentato in altri quartieri cittadini,
paesi della provincia e in prospettiva anche altrove come, ad esempio a Ca' Bernardi,
paese d'origine della comunità marchigiana di Ponte.
L'intervento alla inaugurazione della mostra dedicata a Bruno Buozzi che sarà aperta
il prossimo settembre presso il Museo Etnografico di Ferrara, con una canzone corale
dedicata dal gruppo al sindacalista pontesano.
La partecipazione alla prossima edizione del Busker Festival, con l'ormai ricco
repertorio di canzoni originali e popolari del gruppo.
L'iscrizione al Premio teatrale "Riccardo Bacchelli" di Ro, la cui quinta edizione
si svolgerà nel mese di settembre nel paese ferrarese sulle rive del Po.
Formazione
In questa ottica di sviluppo nasce nel gruppo l'esigenza di acquisire strumenti e
tecniche che permettano l'evoluzione e la crescita artistica, individuale e collettiva.
Si vorrebbe innanzitutto sommare all'incontro settimanale (il martedì, dalle 21 alle
23) dedicato alle prove e alla socialità, almeno un secondo incontro settimanale
dedito alla formazione.
In tale occasione il gruppo potrebbe suddividersi in vari sottogruppi che affrontino
materie quali il canto, la presenza e il corpo scenico, l'approccio al testo teatrale
e al personaggio.
Si vorrebbero inoltre organizzare stage, a partire da quello con Ximena Bianchi,
sulla costruzione e la manipolazione di pupazzi scenici, che ormai fanno parte dell'estetica
del gruppo; ma anche incontri con maestri esterni che possano incidere sulla qualità
dei risultati scenici, come ad esempio un Maestro di Coro.
Visibilità
Si ritiene di primaria importanza avere a disposizione altri supporti, a prescindere
dallo spettacolo, che permettano la divulgazione e la condivisone dell'esperienza
dandone la più ampia visibilità.
Sono già molti i materiali che documentano il primo anno di attività del gruppo
con i quali si intende procedere al montaggio di un video documentario che racconta
( attraverso testimonianze dei partecipanti, riprese degli incontri e delle prove,
immagini del debutto dello spettacolo ) la nascita e il processo di crescita del
gruppo; e all'allestimento di una mostra fotografica con le bellissime immagini
realizzate da un fotografo di Ponte, che ha seguito sia lo spettacolo che momenti di
prove e socialità.
Tali supporti potranno accompagnare lo spettacolo quando sarà presentato, ma anche
essere utilizzati in occasioni diverse e, nel caso del documentario, prevederne la
messa in onda televisiva e la presentazione pubblica.
In prospettiva si ipotizza anche una pubblicazione e l'incisione di un CD musicale con le canzoni dello spettacolo.
IL GIOVEDI` DELLE DONNE E IL SABATO DEI BAMBINI
Dal mese di aprile il Gruppo Teatro Comunitario ha aggiunto all'incontro del martedì altri due appuntamenti.
Ogni giovedì (dalle 21 alle 23) si incontrano tutte le donne che, coordinate da Cora Herrendorf (Teatro Nucleo) hanno iniziato
un lavoro sulla memoria, partendo dalle storie delle loro nonne.
I sabati pomeriggio (dalle 15,30 alle 17) è l'incontro dei bambini che, guidati da Andrea Bartolomeo e Antonio Tassinari,
si cimentano in giochi teatrali nel Parco Tito Salomoni.
Ogni martedì (dalle 21 alle 23) continuano le prove per il riallestimento dello spettacolo, in vista della Domenica Comunitaria (Pontelagoscuro, 17 giugno)
e dell'intervento all' Inaugurazione della mostra su Bruno Buozzi (22 giugno, Archivio di Stato di Ferrara)
con la canzone che il gruppo ha dedicato alla memoria del sindacalista pontesano.
A Buenos Aires, intanto, Omar Gasparini e Ana Serralta stanno ultimando la creazione delle scenografie
che permetteranno di allestire lo spettacolo a "pianta fissa" e quindi presentarlo al "Premio Bacchelli"
(Ro Ferrarese) nel Settembre prossimo e in altri palcoscenici cittadini e della provincia.
Il Gruppo di Teatro Comunitario di Pontelagoscuro ha compiuto un anno,
e non avrebbe potuto ricevere regalo più bello dell'abbraccio del pubblico di ieri (domenica).
Oltre trecento spettatori hanno infatti assistito alla messa in scena itinerante
della storia del paese, fatta di ricordi e vecchie canzoni.
"E' stato per noi un anno intenso, emozionante, gioioso, creativo
- ha raccontato il regista Antonio Tassinari, in apertura -
Ci sentiamo ormai un vero gruppo di teatro e il nome che ci siamo dati,
Teatro Comunitario, non è semplicemente un nome, ma ciò che ci anima e ci contraddistingue.
Siamo pensionati e bambini, maestre e operai, studenti e commercianti,
teatranti e impiegati che, valicando confini generazionali e di condizione sociale,
si sono riuniti intorno ad un progetto comune per ricercare, nelle proprie molteplici
radici, un'identità condivisa, convinti che privati della memoria del passato non è
possibile vivere un presente degno e progettare il futuro armonico di una comunità
che voglia chiamarsi tale.
Siamo orgogliosi del cammino fatto, convinti che questa nostra esperienza è un
esempio vivo di come sia possibile la pratica di una cultura popolare, partecipata e
inclusiva, riconsegnando al Teatro un suo ruolo nella trasformazione individuale e
collettiva, contro l'isolamento, l'intolleranza, l'indifferenza, la depressione,
patologie endemiche della modernità".
Lo spettacolo di ieri ha infranto le barriere tra pubblico e attori, sia
fisicamente, perché ha mescolato tutti sulla scena, che nella memoria collettiva
che veniva rappresentata e in cui tutti potevano riconoscersi.
"Ho pianto e ho riso, che emozione!", ha detto al termine dello spettacolo Michele
, quarantenne geologo ferrarese, che pur non essendo direttamente coinvolto dalla
storia di Pontelagoscuro, ha finito col sentirsene parte.
"Il paese che non c'è" non è solo uno spettacolo per i pontesani, sia perché il
gruppo non è solo di autoctoni, sia perché parla un linguaggio universale: quello
dell'orgoglio per le proprie origini ma anche dell'apertura all'integrazione,
complessa ma inevitabile.
"Bellissimo in questi tempi di non dialogo, vedere delle generazioni così
distanti, unite per un progetto comune", ha aggiunto Matteo, giovane medico ferrarese.
Progetto che è stato reso possibile dal costante sostegno del Teatro Nucleo, del Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, del Comitato Vivere Insieme di Pontelagoscuro e della Circoscrizione Zona Nord.
La festa si è poi protratta fino a sera con canti, balli e degustazioni nel Parco Tito Salomoni, adiacente al Teatro Cortazar, sede del Gruppo.
Settembre - Con l'arrivo delle nuove scenografie, firmate dai collaboratori argentini Omar Gasparini e Ana Serralta,
il Teatro Comunitario di Pontelagoscuro ha partecipato con "Il Paese che non c'è" al concorso teatrale
dedicato a Bacchelli dal Comune di Ro Ferrarese.
Lo spettacolo è stato accolto con grandissimo entusiasmo dal pubblico e la Giuria gli ha assegnato 2 premi:
quello al miglior soggetto e adattamento originale e quello alla migliore scenografia.
Anche se è mancato il primo premio assoluto, la soddisfazione è stata grande.
Si è trattato anche della prima "uscita" del gruppo fuori da Pontelagoscuro a cui, speriamo, ne seguano molte altre il
prossimo anno.
Ottobre - Il Gruppo Comunitario ha aperto il programma del Convegno/Festival TEATRO e COMUNITA', organizzato
dal Teatro Nucleo al Teatro Cortázar, con la nuova versione de "Il Paese che non c'è", davanti ad un foltissimo pubblico.
A chiusura dei quattro giorni di attività le donne del gruppo, dirette da Cora Herrendorf, hanno presentato l'anteprima di
"Signora Memoria". Lo spettacolo sarà pronto, nella sua versione definitiva, la primavera del 2008.
Il Gruppo ha inoltre collaborato attivamente all'organizzazione logistica del Festival.
Con questo si sono concluse e attività del 2007.
L'appuntamento per tutti è l'8 gennaio 2008 alle 21, un martedì, naturalmente!
ATTIVITA` COMUNITARIE 2008
CANZONI COMUNITARIE
GENTE DI PONTELAGOSCURO
Vieni, andiamo a far teatro
Vieni a far teatro pure te
a tener viva la storia e la memoria
del paese che non c'è
Siamo gente di Pontelagoscuro
Gente del fiume che guarda al futuro
Cittadini di un paese
che col teatro voglion ricordare
Qui nel parco Tito Salomoni
Un tempo c'eran strade, case, suoni
amori, bimbi, fame, speranze e vita
e poi un giorno ….. buummmm! ….
E poi un giorno.. bumm!.. piazza pulita
Vieni, andiamo a far teatro
……
La via coperta, il porto, la giarina,
il canal Panfilio, il Lusanin con la Lusanina ….
( e Giovanni Bedani! ... il Tugnin Scatulin Baruffa! ... Candido al Pustin! ...
Tufanelli al guardiabosco! ... gli Orsatti! ... i Cavallari! ...
al Magnez! .. Don Zanaboni! .. Gambetti al socialista! ..
Ghisellini al farmacista! … Cassio Silvestrini! ... Romeo di Baldunzin!...
la Beppina Ciuata!...i Prampolini!...Bruno Buozzi!...Monsignor Cavallini! )
… e tutti i nostri nonni
ci insegnano qualcosa ancora ai nostri giorni
Il ventennio, le bombe, i marchigiani,
la canapa, lo zucchero con i suoi odori strani
sulla scena la nostra identità
ci regala una comune dignità
Vieni, andiamo a far teatro
……
La mina, la lotta, l'occupazione
da Cabernardi mille persone
lasciaron radici, casa e per loro
migranti qui a Ponte, pane e lavoro
Siamo gente di Pontelagoscuro
Gente del fiume che guarda al futuro
Cittadini di un paese
che col teatro voglion ricordare
Vieni, andiamo a far teatro
……
a tener viva la storia e la memoria
DEL PAESE CHE ORA C'E'!
IL BLUES DEI MANDORLINI
Qui a Ponte sul finir dell'800
Perboni il gelataio fece suo un grande invento
un dolce per palati sopraffini
i buoni, gli squisiti Mandorlini!
Se i lor signor non van tanto di fretta
qui tosto canterò la storica ricetta
è sempre uguale oggi come ieri
i Pontesani ancora ne van fieri
In acqua bollente le mandorle scottare
dieci minuti in forno per farle ben tostare
nel mentre una neve con tre chiare avrai montato
e lo zucchero pian piano mescolato
Non resta che unir la farina al tutto
e a cucchiate disporre su una teglia il tuo composto
venti minuti a gradi centoottanta devon stare
e allora i mandorlini ben dorati puoi sfornare
Qui a Ponte sul finir dell'800
Perboni il gelataio fece suo un grande invento
un dolce per palati sopraffini
i buoni, gli squisiti Mandorlini !
E' sempre uguale oggi come ieri
i Pontesani ancora ne van fieri
un dolce per i grandi e pe' i piccini
i buoni gli squisiti Mandorlini !
LA CANZONE DEL PRESENTE
Ora non resta altro che cantare
la canzone del nostro presente
altri cinquantanni son passati
non sono stati facili per niente
Per troppo tempo si è dimenticato
il paese e quello che era stato
Ferrara dice Pontelagoscuro
posto sperduto, al di là d'un muro
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
Ma in questa landa triste e desolata
c'è tanta gente guardate si è svegliata
comunità come poche si son viste
che si incontra, che parla, che resiste
C'è la parrocchia col nostro Don Silvano
e il Comitato che sempre da una mano
Il più bel Centro Sociale, il Quadrifoglio
e i bambini schiamazzanti del Germoglio
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
I canottieri ed il calcio in festa
musici e attori un po' fuori di testa
i marchigiani vivi e radicati
Teatro Cortázar dai muri colorati
Il nostro gruppo che è comunitario
che fa teatro fraterno e solidario
gente grande, giovani e piccini
siamo tutti di Ponte cittadini
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
Drammi e problemi ce ne sono tanti
portati a spalla da tutti gli abitanti
zuccherificio che rischia la chiusura
la chimica è lavoro e anche paura
E quando il Po in piena vuol far male
di Ponte parla il telegiornale
bello sarebbe un fiume che ci è amico
non quest'acqua inquinata da far schifo
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
oli oli oli olà vieni qui a Ponte c'è una bella novità
oli oli oli olè oggi è rinato il paese che non c'è
STORNELLI PER BRUNO BUOZZI
Guardatelo passare sul fare della sera
per Mussolini era fra i primi della lista
al ragazzo che domanda lui chi era
dite è Bruno Buozzi il socialista
Guardatelo cammina sulle strade del passato
è paesano nostro ne andiamo fieri
nell'ottocento ottanta e uno a Ponte è nato
da una famiglia di onesti panettieri
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Sin da ragazzo gli studi dovette abbandonare
la scuola sua fu il mondo dei lavoratori
perduto presto il padre una famiglia da sfamare
solo per pochi è il sogno di essere dottori
In fabbrica a Milano alla Marelli e poi alla Bianchi
ben presto lui si iscrisse al sindacato
a quelli che d'ingiustizie erano stanchi
tutta la vita sua da allora ha consacrato
Tante delle conquiste che oggi sono scritte
le otto ore e i minimi salariali
alla testa della FIOM nel diciannove
le ottenne con le dure lotte sindacali
Nel sindacato e in parlamento in quei tempi bui
In esilio in Francia come in Umbria confinato
sulla propria pelle l'ha pagata lui
la fedeltà all'idea per cui sempre ha lottato
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Un infausto giorno nei boschi giù a La Storta
alle porte di Roma d'Italia capitale
i nazisti in fuga ormai sconfitti
gli hanno sparato come fosse un animale
Ci resta ancora l'ultima sua fotografia
pochi secondi prima di morire
mani legate dinanzi ai suoi assassini
lui non li guarda, guarda il sol dell'avvenire
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
Proprio a un sole rosso sulle rive del suo fiume
con l'ultimo pensiero forse Bruno è andato
su quelle strade strette di Pontelagoscuro
il paese dolce che un giorno l'ha cullato
Ma guardate Bruno oggi è ancora vivo
Vivono il suo esempio e la sua dignità
guardatelo cammina sulle strade del passato
è morto per la nostra libertà
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
hanno ucciso Bruno Buozzi
pietà l'è morta
E la rigi la rigi la rigira
la rigira laggiù a La Storta
evviva Bruno Buozzi
L'UTOPIA NON E` MORTA!
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