L’idea progettuale è nata dalla positiva esperienza condotta nel corso di un partenariato precedente, a cui tutte le organizzazioni partner hanno partecipato, dal quale è emerso che il teatro, unito alle lezioni tradizionali, permette la creazione di un quadro conoscitivo e di azione utile ad esercitare concetti relegati, altrimenti, alla pura teoria; l’idea si è poi sviluppata per la necessità di approfondire il confronto sulle esperienze di teatro-alfabetizzazione in ambito carcerario, dove ciascuno dei partner ha approfondito aspetti particolari ed elaborato modalità inedite di intervento – anche in relazione alla normativa carceraria vigente nel Paese ed al tipo di collaborazione instaurata col personale docente, con il personale carcerario e con il contesto locale di riferimento. Il carcere rappresenta uno degli ambienti più difficili nei quali intervenire con progetti educativi, sia a causa delle caratteristiche proprie della struttura detentiva che per le caratteristiche di gran parte della popolazione carceraria: basso livello di scolarità (o vero e proprio analfabetismo) e precarietà della situazione socio-economica già prima della reclusione.