2016

ARTI TEATRO // Lontano nella neve…storie d’amore e resistenza –

lontano nella neve-173

Tappe :

residenza 28 Ottobre– 13 Novembre – Teatro Cortazar Pontelagoscuro

13 Novembre 2016 –  presentazione  studio presso il Teatro Ferrara Off, in collaborazione con Associazione Ferrara Off

Residenza 7-11 Dicembre Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino in partenariato con Atto Due – presentazione spettacolo  –

11 Dicembre 2016 – presentazione spettacolo presso Teatro della Limonaia Sesto Fiorentino

 

Attraverso lettere e testimonianze, attraverso ricordi e speranze, sogni e incubi di quella generazione, abbiamo cercato di strutturare un racconto della “resistenza”, non tanto sotto un punto di vista “semplicemente” storico, quanto piuttosto attraverso gli occhi dell’amore bagnati dalle lacrime che il paradosso della guerra, di quella guerra così assurda e inumana istillava.

I personaggi, gli uomini e le donne che abbiamo incontrato e le cui storie ci hanno affascinato non sono propriamente eroi. Sono persone semplici, con storie semplici, di una quotidianità semplice… storie, per questo, disarmanti.

Uno dei tanti collaboratori partigiani, Giannino, arrestato in una libreria di Milano per aver consegnato un messaggio che scotta e che non sa più, a ottantacinque anni, se davvero sia sopravvissuto o se la sua vita sia comunque finita in quel giorno di aprile di tanti anni fa; la coraggiosa Leopolda, superstite della strage di S.Anna di Stazzena che cerca in eterno il suo fratellino Enrico, che lei rifiutò di riconoscere come morto. O ancora la lettera letta da una madre della propria figlia condannata a morte perché partigiana, o la storia del fascista innamorato della staffetta arrestato per alto tradimento e condannato a morte dai suoi stessi camerati, per aver sviato la ronda che era sulle tracce della brigata partigiana a cui apparteneva la sua amata… Storie semplici, ma che portano con se, in se, domande enormi e dubbi atroci: ne è valsa la pena? E se si fosse fatto di più? Cosa vuol dire resistenza e cosa resta di quel sacrificio così costoso al giorno d’oggi? I nostri non sono racconti da interpretare come “exempla”. Non vogliamo suggerire risposte, anzi, vogliamo ricordare e commemorare ponendo domande, perché solo dal dubbio e dal salto che da esso si genera può nascere una coscienza e una vita più confitta nella realtà e nel tempo che abitiamo. durante la residenza a Ferrara si cercherà di approfondire questa “poetica della domanda” per capire e sentire, attraverso la nostra pratica teatrale, dove è radicato oggi il conflitto sociale, contro chi “combattere”.

Il progetto nasce da un laboratorio portato avanti dal gruppo A.R.T.I. nel periodo tra gennaio e aprile del 2015 nella sede dell’Associazione a Torino. Il tema del lavoro è stato il conflitto, inteso in senso letterale, fisico o relazionale, ma anche in termini di dialettica delle idee e dell’immaginario, in termini di identità e quindi “politici”. Nel periodo di lavoro vennero fuori delle esigenze, delle domande: “Cosa e/o chi oggi è il nemico? Chi è il mio contraltare politico e poetico? Contro cosa devo combattere io oggi per migliorare il mondo in cui vivo?”. Da qui l’idea di iniziare il nostro percorso d’indagine sul resistere, su cosa possa e debba significare oggi. Non si poteva non partire dalla resistenza antifascista e dalla lotta partigiana. A settant’anni dal 25 aprile del 1945.

Hanno incontrato l’ANPI Circoscrizione 7 “F.Gattini” che ha loro suggerito fonti e riferimenti storici e nel periodo tra febbraio e aprile 2015 ha preso vita il primo studio, presentato nell’ambito della “Settimana della Resistenza” organizzata dalla Circoscrizione 7 del comune di Torino in collaborazione con il Circolo arci No.a’.

A maggio 2015 il progetto “Lontano nella neve…” è stato in residenza presso il Teatro Superga di Nichelino.

A luglio 2015 è stato presentato lo studio al Open Space Festival di Moncalieri.

A settembre 2015 all’interno della manifestazione “Di Parte” organizzata dalla Ex Caserma di Via Asti occupata di Torino.

A ottobre 2015 nell’ambito di “T.P.F. Teatro di Piccolo Formato” presso il Teatro Superga di Nichelino.

 

LADEN CLASSE // 193 PROBLEMI

18 Marzo-3 Aprile 2016 : residenza presso Teatro Cortazar di Pontelagoscuro –

18-19-20 Marzo : workshop gratuito aperto al pubblico di acrobatica, manipolazione, danza contemporanea

3 Aprile _ sharing aperto al pubblico presso Teatro Cortazar

28 Novembre- 4 Dicembre : residenza artistica presso Teatro Cortazar

Progetto “Crescere Spettatori” nell’ambito della residenza, percorso di formazione del pubblico coordinato da Altre Velocità insieme ad una classe terza della scuola media di Barco (Ferrara-zona nord)

4 Dicembre: presentazione work in progress nell’ambito della rassegna di circo contemporaneo “Totem Gravità Zero” presso Teatro Cortazar di Pontelagoscuro

193 problemi” é un titolo ‘constatativo’ , ispirato alle mille difficoltà riscontrate dagli artisti in fase di creazione. E 193 non è un numero casuale: è uscito in una mattina problematica durante la quale, accendendo uno dei pc, venivano rilevati 193 problemi. Furti nei camper, problemi tecnici, problemi quotidiani… Riferirsi a una lista di problemi è un gioco per prendere con ironia le difficoltà che un collettivo giovane ha nella vita di ogni giorno, per poter sopravvivere sorridendo nella carenza di risorse. Il progetto è partito a ottobre con tre residenze artistiche in Spagna a La Central del Circ di Barcellona e presso lo spazio di circo Cronopis di Matarò, che hanno impegnato il collettivo fino a dicembre, quando ha presentato un estratto del lavoro a Barcellona. Dopo le prime due settimane di residenza al Cortazar il progetto continua a spostarsi: al Teatro Palafolli di Ascoli Piceno e successivamente a Torino presso la Scuola di circo Flic, dove presenteranno il prossimo studio il 12 di maggio. Si tratta di un lavoro sperimentale che parte da una ricerca fisica e dalle abilità dei singoli componenti con l’obiettivo di giungere alla sintesi di un linguaggio comune (roue cyr, trapezio, portes acrobatico, musica, giocoleria e danza). E’ fondamentale per i tre artisti la presentazione dei work in progress per ricevere feedback sia dagli esperti del settore sia dal pubblico. Tra gli obiettivi principali allontanarsi dalla formula cabaret, fondendo i diversi linguaggi e discipline ( circo, danza, musica, arti marziali ) e cercando di inserire nella creazione anche le abilità “extracircensi”: la musica dal vivo, il canto, la recitazione. Per questo è fondamentale l’apporto di registi, coreografi, drammaturghi e tecnici del teatro , in grado di elaborare feedback utili al gruppo.

2017

RESPIRALE// IO HERO

TAPPE:  residenza artistica presso Teatro Cortazar Febbraio -Marzo-Maggio / Presentazione primo studio c/o Totem Arti Festival (Giugno 2017)

Presentazione del progetto

IOhERO è un progetto di  spettacolo teatrale che nasce nel  2016  in seno alla giovane compagnia Respirale Teatro.   La   creazione   vuole   svilupparsi   attraverso  residenze   artistiche   accompagnate  da  presentazioni   e incontri di confronto con il pubblico, lavori di campo ad ampio raggio sulla società a noi circostante che vada a toccare  tutti  gli  “insiemi” che  la compongono  (svariate  fasce di  età,  di   reddito,  e di  provenienza),   ricerca storico-letteraria e  lunghe ore di  delirio collettivo.  L’obiettivo è un’opera dinamica, che possa evolversi  nel tempo tramite una scrittura che che germogli  dagli attori e dal lavoro in sala per poi farsi testo; che questo testo sia quindi  vivente e che possa essere  “ricaricabile”  e  “aggiornabile”.  Una messa  in scena sincera e genuina. Alla scrittura e alla creazione parteciperanno Debora Binci,  Veronica Capozzoli,  Michele Pagliai,  Emanuele Tumolo, con il contributo di Giulia Olivari. La regia sarà di Veronica Capozzoli. Il disegno luci e la preparazione tecnica saranno affidati a Federico Cibin, mentre la gestione della tecnica audio e luci durante lo spettacolo sarà affidata direttamente agli attori sulla scena. Poi c’è lui. Un basso elettrico.

Sinossi provvisoria

Sventurato quel  popolo  che ha bisogno d’  eroi,  affermava  il  Galileo brechtiano.  E noi,   tutti  ben unti  di moderna e sempiterna sventura di popolo dell’Era (del ) Post, condividiamo. Pollice in su.

In un’arena fatta di cavi, fari, piantane, amplificatori e strumenti musicali, dove il Teatro dichiara senza magia l’illusione e l’effetto tecnico di luci e musiche, tre corpi si dimenano alla ricerca dell’eroismo.Il proprio? Il leggendario? Per definizione o per artificio, cercano l’Uomo-Eroe – l’Oltre-uomo nietzschiano della nostra Era – lo vogliono o lo subiscono.  Ne nasce una sinfonia gracchiante, dai toni aspri e ironici, dove vogliamo che trovino spazio rotture nette in diretto dialogo con il pubblico e momenti di sospeso lirismo. I   tre  performer   attraverseranno  l’incontro  con   l’Eroe   in  molteplici   forme   e   con  molteplici   conseguenze, prendendosi la sincera libertà di condividerlo con il pubblico, in tutte le maniere possibili; e si serviranno dei mezzi   tecnici   di   suono   e   illuminotecnica  per  modificare,   evolvere,   affrontare,   comunicare,   affermare   le situazioni che staranno vivendo. E poi c’è lui. Il basso elettrico. Voce narrante e deus ex maquina, regista e contro-eroe, speaker e un po’ pettegola di paese. Lui è lì con noi e per noi. O forse solo in noi. Aspettate l’arrivo del vostro Eroe?

CIRCO ZOE //Ex Ternum  Un’indagine Sulle Forme E Sulla Poesia.

 Il tempo in scena è il nostro tempo di esistenza, dettato dal ritmo dei fluidi del corpo e dal  battito cardiaco. Il tempo interno, del corpo viene sostenuto o contrastato dal ritmo musicale che scandisce la presenza in scena, intimamente legata all’istante, al presente. La nostra  indagine parte da questo profondo legame tra l’istante del gesto e la ritmica che lo determina. Il  tempo interno della coscienza e del corpo e il tempo esterno, oggettivo, che stabilisce la  relazione. Se tutto fosse percezione, cosa succederebbe se il tempo dell’artista non coincidesse  con il tempo esterno? Cosa differenzia l’accelerazione da sforzo e accelerazione da emozione del  battito cardiaco e di conseguenza nella carica emozionale?

NOTE DI REGIA – SPERIMENTAZIONE  E INNOVAZIONE:

LA RETE – La sperimentazione si sviluppa attraverso la realizzazione di uno spazio in sospensione. Una geografia di corde capace di separare lo spazio  in luoghi di  identità ed  inconsapevole convivenza. Una danza sospesa tra piattaforme instabili ed equilibri.    Il  peso  dei  corpi  naturalmente  produttore  di  movimenti  conduce l’acrobata  a  confrontarsi  con  l’instabilità  dell’attrezzo  e  la  solidità del suolo. La sospensione, l’accelerazione, il tempo ed il peso saranno i protagonisti di un’indagine sui corpi e la simbologia che ne scaturisce.

L’ARMADIO – L’ atemporalità del non luogo.

L’IRONIA DEL GESTO  E LA DOLCEZZA DELL’ ANTIEROE  Il  ridicolo  e  il  drammatico  sono  il  frutto  di  un  incontro  o  di  una deviazione  presa  per  errore  lungo  una  strada  lineare.  La  naturale  comicità  dell’incontro  in  scena,  dall’equivoco,  i  codici  del  bianco, augusto  e  contro  augusto  vengono  adattati  alla  semplicità dell’incontro.  La  precisione  del  gesto,  degli  istanti  che  scandiscono  il  tempo dell’azione e dell’ingenua causalità provocata. Una consecutiva serie di incidenti che portano all’estrema precisione scenica.

FILO EVERYWHERE  La  capacità  di  partire  da  una  tecnica,  pazientemente  sviluppata,  per  destrutturarla  e  adattarla  a  nuove  sperimentazioni.   Il  tempo  infinito  si  manifesta  come  ricorrente ossessione nella ricerca di nuovi ancoraggi per  le due  estremità  di  un  filo.  sospeso  tra  un  lampadario  ed  un  cerchio,    invisibile  sopra  una  rete,  in  uscita  da  un armadio come “trait d’union” tra un mondo  intimo e un universo  esterno,  l’azione  scivola  dolcemente  tra  il dramma  dell’ossessione  e  il  ridicolo  dell’inutilità.  una fune  che  si  dispiega  sotto  i  piedi    come  a  indicare  un percorso,  posta  tra  diversi  oggetti  scenografici  viene inoltre  utilizzata  grazie  al  contrappeso  umano  che permette  di  cambiare  altezze  e  dimensioni  rendendo  il tutto  ancora  più  instabile.  la  ricerca  vuole  andare proprio  in  questa  direzione,  un’  indagine  attorno all’equilibrio  sul  filo  molle  partendo  dalla  pura tecnica della disciplina.

  Tappe : da definire