Pubblichiamo l’articolo di Nicolò Battaglia sul Totem Arti Festival, che si è felicemente concluso  domenica 9 Giugno. Per vedere l’articolo direttamente sul sito con la foto gallery  clicca qui

TOTEM ELETTRICO 

Un’anteprima del Totem Arti Festival

di Nicolò Battaglia

 “Ma esattamente cos’è questo TOTEM Arti Festival?” Dove? Cosa? Perché? Ho fatto un sopralluogo per te.

Sette, otto, nove giugno. Via Ricostruzione a Pontelagoscuro. Triangolazione tra il Teatro Cortazar, Patchanka e il “Totem”, il traliccio elettrico, Tour Eiffel della sponda destra del Po, nel parco Tito Soloni. Attività teatrali, performances, musica dal vivo all’insegna di una nuova sinergia creativa tra il Cortazar e il Music Pub suo vicino di casa. Un nuovo appuntamento per l’intera comunità di Ponte, coinvolta intensamente nell’evento.

Si respira un aria Sixties. Molto Love & Peace. Gli ideatori del progetto, Nicola e Natasha, fanno parte e collaborano ormai da anni al teatro Nucleo e Julio Cortazar. Hanno riversato le loro rispettive esperienze in questa idea comune, nata da un forte bisogno di far emergere le proprie capacità e di unire in una nuova solida collaborazione Cortazar e Patchanka, da sempre uno affianco all’altro ma mai come adesso così vicini. Sperano questo sia solo un incipit per poi cominciare ad avviare progetti durante tutto l’anno e chissà, magari portare il Festival ad un piano inter regionale.

Sicuramente l’agenda è ricca di preziose chicche, sia dal punto di vista teatrale che musicale. Ho buttato l’orecchio durante il sound check degli Honeybird & the Birdies, appena tornati da un tour madrileno. Folk acustico dalle reminescenze… Sixties. O forse ero solo io che pensavo di essere finito nel film Hair. Tra loro che suonavano hammond, ukulele e telecaster e i bambini che dipingevano a mani nude o giocavano con le bolle di sapone giganti…

Un parco, quello di Pontelagoscuro, che viene finalmente e giustamente valutato: solitamente deserto, il Tito Soloni diventa il vero crocevia di tutti gli eventi. Quando cala il sole l’atmosfera diventa intima e rarefatta, grazie alle installazioni luminose studiate da Franco Campioni e salotti a cielo aperto in vero stile eco-friendly. Ed è Eco tutto l’apparato cartaceo promozionale ed i gadget come la Totem borsa che se la pigli sovvenzioni i ragazzi che da mesi e mesi stanno organizzando questi tre giorni, all’insegna dell’espressione artistica e dell’impressione artistica.

Quindi, ricapitolando. Al Totem Festival c’è Musica, il Patchanka con la distesa esterna nel caso tu voglia ascoltare seduto, magari bevendo qualcosa o spizzuccando un pinzino, performances  teatrali, danza, verde (ossigenoooo) attività creative per i più piccini. Tutto questo a impatto zero.

È una sensazione di pace intima quella che si prova girovagando per via Ricostruzione in questi giorni. Potresti non conoscere nessuno ma sarebbe uguale, ti troveresti comunque a tuo agio. C’è qualcosa nell’aria che ispira a un Art Attack, sarà il trasporto degli organizzatori del festival? La mia simpatia verso Giovanni Mucciaccia? O le good vibrations del totem nostrano?

Tutto. Non vi resta che farne esperienza. Augh!

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TEATRO – PERFORMANCE – MUSICA – COMMUNITY ART

 le Arti  per la Comunità

TOTEM FESTIVAL nasce come punto d’incontro tra arti e persone, dove teatro, performance urbana, musica e community art si intersecano in 3 giorni di Festival localizzato a Pontelagoscuro, borgo alle porte di Ferrara, da venerdì 7 a domenica 9 Giugno 2013.

Il Festival, con la direzione artistica di Natasha Czertok e Nicola Galli, e del Patchanka Music Pub per la parte musicale, è promosso da Teatro Nucleo, Associazione Teatro e Comunità, Proloco Pontelagoscuro, Comitato Vivere Insieme, Patchanka Music Pub, è patrocinato dal Comune di Ferrara-Assessorato alla Cultura e sostenuto da Reali Auto SRL, dalla ditta CF Luce e da una rete di cittadini attraverso il sito internet di crowdfunding “eppela.com” . Un ringraziamento speciale va a Franco Campioni che ha curato il progetto di illuminazione dell’area del festival.

Ci piace immaginare il fiume come una sorta di totem, un’entità spirituale, selvaggia o divina, nella quale l’individuo e il gruppo sociale potevano identificarsi.L’aspetto magico però ci è precluso. Sappiamo solo che pian piano, dopo anni di lotte contro il tempo e lo spazio, Ponte ha ricostruito una propria immagine di sé. La sua identità si è ridefinita allargando i contorni e inglobando una nuova diversità, quella marchigiana. L’ondata migratoria dei minatori di Cabernardi negli anni ’50, trasferitisi in blocco a Ponte con le loro famiglie, complicò la quotidianità di questo paese fantasma. Ma quando l’integrazione, seppur lenta e difficile, fu compiuta, Pontelagoscuro nacque per la seconda volta.In questo processo di ricostruzione culturale e identitaria, ha giocato un ruolo importantissimo il teatro Julio Cortázar, sede della compagnia Teatro Nucleo. Nel 2005 l’edificio venne rivestito con enormi murales che raccontavano da un lato la storia del paese, con i suoi storici personaggi, dall’altro la storia della compagnia teatrale, in una sorta di reciproco omaggio. Proprio davanti alla facciata di via Ricostruzione si estende il parco Tito Salomoni, che conserva le uniche rovine della vecchia Ponte, appena ai margini del Po. Ecco lo scenario del Totem Arti Festival, quest’anno alla sua prima edizione.   (dall’articolo di Giada Russo “Totem Arti Festival. Sperimentare la comunità sulle rive del Po”)