Il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna è nato a Ferrara nell’ambito di un Forum specifico organizzato dal Teatro Nucleo in collaborazione con il Comune e il CSV, che ha coinvolto i soggetti attivi nelle Case circondariali della Regione con progetti di teatro rivolti a persone detenute.
Il lavoro di rete dell’Associazione, volto a favorire la visibilità delle diverse realtà che operano nel settore e a promuoverne le interazioni con le politiche culturali e sociali del territorio, è stato riconosciuto attraverso il “Protocollo d’intesa sull’attività di teatro in carcere” tra il Coordinamento, la Regione Emilia-Romagna, il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria (PRAP) e con il contributo scientifico dell’Università di Bologna.

Il 2014 è la prima annualità di un progetto biennale che vede le realtà del Coordinamento impegnate su un testo comune, la Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Si concluderà nel 2015 con la produzione di sei spettacoli strutturati, da realizzarsi all’interno delle Case Circondariali o, quando possibile, nei teatri della regione.
A giugno i primi appuntamenti con “Prove partecipate della Gerusalemme Liberata” all’interno delle Case Circondariali di Bologna, Castelfranco Emilia, Ferrara, Forlì, Parma, Reggio Emilia. I registi e formatori si riuniranno di volta in volta nei laboratori delle diverse carceri, per partecipare sin dall’inizio al processo creativo.

Giovedi 19 sarà la volta di Ferrara; il Teatro della Casa Circondariale presenterà lo stato dei lavori del “Cantiere Tasso”. Questi saranno visibili al pubblico ferrarese in una serie di prove aperte tra ottobre e novembre.
È motivo di grande soddisfazione per il Teatro Nucleo, che le altre realtà regionali abbiano accettato con entusiasmo la sfida di lavorare sul grande poeta di Ferrara (salernitano di nascita). Un attore cresce tanto quanto più alte e complesse sono le sfide che affronta, e gli attori detenuti non fanno eccezione. Con grande meraviglia per tutti –detenuti, educatori, polizia penitenziaria- dopo un periodo di iniziale perplessità, oggi le ottave tassiane risuonano nei corridoi e nelle celle anche ad alte ore della notte mentre i detenuti si applicano a affrontare un testo irto di difficoltà. La parola del poeta apre nelle menti strade nuove, arricchisce l’esperienza, educa i sentimenti.
La regia è di Horacio Czertok con la collaborazione di Andrea Amaducci, del Teatro Nucleo.

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