1 Novembre 2018 Ore 21:00

Memorie dal Reparto N°6
liberamente tratto dal Racconto di Anton Cechov

Con
Daniele Giuliani

Regia
Cora Herrendorf

Complesso delle Murate
(Ex Carcere di Firenze)
Piazza Madonna della Neve 6, Firenze

Il grande scrittore russo concentra la sua attenzione sulle modalità brutali e di segregazione con cui venivano trattati i degenti dei reparti psichiatrici nella Russia Zarista del 1800. E lo fa prendendo in considerazione le bassezze e le pigrizie dell’animo umano. L’universalità della poetica cechoviana ne fa un testo di grandissima attualità.
“Dal momento che esistono le prigioni e i manicomi, bisogna pure che qualcuno ci stia dentro. Se non siete voi, sono io; se non sono io, è un terzo qualsiasi. Aspettate; quando in un lontano futuro cesseranno di esistere le prigioni e i manicomi, non vi saranno più grate alle finestre, né vesti da camera per pazzi. Senza dubbio un’epoca simile verrà presto o tardi.”

da Reparto N.6 A.Cechov

DECENNALE di Contro Attacco Teatro
con il patrocinio del Comune di Firenze

INGRESSO AD OFFERTA LIBERA

A quarant’anni dalla Legge Basaglia e alla luce dei molti tentativi di revisionare questa legge che segna il superamento dell’istituzione manicomiale italiana. Una conquista di civiltà che rischiamo di perdere.

PROGRAMMA COMPLETO SU
http://www.sfumatureinatto.org/10-eventi-per-10-anni-del-progetto-contro-attacco-teatro/

per approfondimenti : Teatro e malattia mentale: la storia di Teatro Nucleo e di Memorie dal reparto n.6 raccontata ai microfoni di @Whiteradio – @Mai visti alla radio da @Cora Herrendorf e @Daniele Giuliani, in occasione della replica all’ex carcere delle Murate di Firenze, giovedì 1 novembre alle 21.00 Per ascoltare l’intervista -> VAI AL LINK (dal minuto 31)

“Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell’individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell’internamento.

L’assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l’essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l’aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali – non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell’asilo.” (da La distruzione dell’ospedale psichiatrico come luogo di istituzionalizzazione, 1964)

PRODUZIONE TEATRO NUCLEO
In Collaborazione con
Sfumature In Atto

SINOSSI

Il Reparto n. 6, pubblicato nel 1892, è uno dei racconti migliori e più impressionanti di Anton Čechov. Attraverso quel luogo, che è il reparto psichiatrico di uno squallido ospedale della provincia russa, e attraverso l’incontro dei due protagonisti – Andrej Efimjc un medico colto e onesto ma incapace di reagire alle storture, bassezze e brutalità che si snodano davanti a lui e uno dei ricoverati, Ivan Dmitric un giovane intelligente e idealista ma caduto in un delirio persecutorio – Čechov muove una forte critica alla disumanità del trattamento manicomiale e alla corruzione e meschina ottusità serpeggianti nella società, facendo emergere l’inconsistenza e la spietatezza del giudizio sociale e notare quanto sottile sia la linea che separa la cosiddetta sanità mentale dalla pazzia. Nell’attraversare questa macchina kafkiana il medico-filosofo scopre sulla propria pelle il dolore di tale condizione.
L’epilogo è tragico : egli realizza che in mancanza di veri e giusti interventi concreti, tale dolore non può essere superato che con la morte.